La riflessione di Massimo Sandrelli a seguito della terza sconfitta consecutiva della Fiorentina di Fabio Grosso.
VIDEO VN - Firenze sceglie, basta Grosso. Adesso palla a Paratici
Alessandro Ferrari, una sorta di governatore della famiglia Commisso a Firenze, già braccio destro di Joe Barone, già addetto alla comunicazione della gestione Della Valle, all’inizio del campionato aveva detto: siamo sulla buona strada… ma il calcio è così, non contano le figurine, contano i gol. Tre giornate: nove gol subiti, uno fatto (con la preziosa collaborazione del portiere del Torino), zero punti, ultimi in classifica.
Ora non contano più le chiacchiere, non valgono più gli elogi a Paratici, non vale più neppure la pazienza verso Fabio Grosso. Questa non è una squadra. Certo ci sono buone individualità, ci sono giovani talenti che si potranno fare ma la zona centrocampo non produce gioco e interdice male e in difficoltà. Rolando Mandragora che, certo da queste parti, non era uno sconosciuto, ha potuto tirare da tutte le “mattonelle” senza che nessuno riuscisse a contrastarlo. La fase di attacco è confusa. Il nuovo Njie è bravo e rapido ma sembra non saper dove andare, Mateo Pellegrino lotta e si danna ma non è Kean, Franco Mastrantuono avrebbe le doti ma se si trova davanti al portiere, come è successo contro il Torino, non ha la freddezza per far gol, vuol dire che è ancora troppo “verde”, per il resto è buio. Il vero problema è la fase difensiva. Nove gol presi in tre gare sono davvero troppi. Passi con la Roma, ma con il Frosinone e con il Torino no, non si può.
E veniamo a Fabio Grosso. Ha chiesto con ripetizione giocatori di fascia, pensando che la difesa fosse a posto e non è vero. I numeri non sono scatolette di tonno. Se si subisce gol in tutti i modi, sia da lontano che da vicino, che dalla media distanza, vuol dire che non c’è organizzazione. E nella difesa saper coprire gli spazi, saper “scalare” le marcature, saper collaborare e’ essenziale. Quindi anche quando, come con il Torino, la squadra si trova in vantaggio non è mai al sicuro. La precarietà del suo modo di difendere rendono la Fiorentina vulnerabilissima.
E ora? Ora è crisi. Non basterà un episodio favorevole per “asciugare questo bucato”. Fabio Paratici ha da mettersi a sedere e riflettere. Fabio Grosso saprà individuare il modo di completare quello che per ora è un improbabile mosaico? Deve rispondere a questo quesito. Scegliere Fabio Grosso è stata una scommessa. Certo, Paratici non ha bisogno di consigli, men che meno dei nostri, ma la situazione ora è davvero critica. Non decidere sarebbe peggio che sbagliare.
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