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Terim: “Basta paura, Firenze è un vantaggio unico. La società deve porsi due domande”

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L'ex tecnico viola Fatih Terim analizza il momento della Fiorentina: l'elogio a Vanoli e il legame viscerale con la città
Redazione VN

Questa mattina, sulle colonne del portale TMW, è comparsa una significativa intervista a un grande ex della storia gigliata: l'Imperatore Fatih Terim. Il tecnico turco ha analizzato l'andamento dell'ultima, tormentata stagione della Fiorentina, tracciando la rotta per l'immediato futuro:

"Quando si accosta il nome a un club prestigioso come la Fiorentina, la parola 'paura' non dovrebbe mai trovare spazio. Al contempo, però, non si può chiudere gli occhi davanti alla realtà. Nel calcio moderno gli scenari mutano alla velocità della luce: basta un attimo per precipitare nel vuoto, specialmente in un torneo tattico e competitivo come la Serie A. Adesso la società deve porsi due interrogativi fondamentali: 'Cosa stiamo sbagliando?' e, soprattutto, 'In che modo possiamo porvi rimedio?'".

"Firenze è un patrimonio unico"

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Per consentire alla squadra di risalire la china, l'ex allenatore suggerisce di far leva sull'identità e sul legame viscerale con la culla del Rinascimento: "La Fiorentina resta una società gloriosa, forte di una tradizione e di una cultura uniche, con una tifoseria straordinaria e una piazza fantastica alle spalle. Lo sostengo da sempre: la città stessa rappresenta il vero, grande valore aggiunto del club. Questo popolo ama la maglia in modo viscerale, condividendo ogni gioia ma soffrendo terribilmente nei momenti bui. Parliamo di fondamenta solidissime che tantissime altre realtà si sognano. La squadra deve lasciarsi avvolgere dal calore della sua gente; la chiave è convertire la pressione della piazza in pura spinta motivazionale. Quando i calciatori percepiscono che il loro sacrificio viene apprezzato, scatta qualcosa nella testa e tutto cambia".

"La mia Fiorentina giocava per attaccare"

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Terim ha poi riavvolto il nastro dei ricordi, citando la sua memorabile esperienza sulla panchina toscana: "Nella stagione 2000-2001 uno dei nostri traguardi più grandi fu quello di plasmare un gruppo capace di spingersi oltre i propri limiti. Offrivamo un calcio spettacolare, spregiudicato, che prescindeva dal tabellino finale. La nostra mentalità era votata esclusivamente all'attacco: scendevamo in campo con due o tre punte, attuando un pressing asfissiante e costante sui portatori di palla avversari".

L'elogio a Vanoli

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In quella splendida squadra militava anche Paolo Vanoli, l'uomo che da tecnico ha guidato i viola fuori dalle sabbie mobili della classifica fino alla salvezza: "Paolo si è fatto carico di una responsabilità enorme, dimostrando una leadership incredibile e riuscendo a rimettere in piedi un gruppo che era letteralmente crollato. Per quanto riguarda il futuro della panchina, al di là di chi sarà il prossimo inquilino, la Fiorentina possiede le risorse e il potenziale per tornare a recitare un ruolo da protagonista. Sono convinto che i prossimi anni riserveranno uno spartito completamente diverso".