"Venivo dal Mondiale in Giappone e decisi di restare in C2. Quel rimpianto me lo porterò dietro per tutta la vita"
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Nella lunga intervista concessa da Angelo Di Livio ai canali ufficiali della Fiorentina, si ripercorre anche la rinascita dalla C2 fino alla Serie A. La sua scelta di rimanere a Firenze e il rimpianto per come si concluse il rapporto con la società di Della Valle. "La rinascita credo che sia una storia veramente romantica. Quando è successo tutto, è stato un dramma, non lo nascondo, eravamo in ritiro per prepararci alla Serie B e ci hanno ci hanno avvisato che eravamo falliti, quindi mi sono preso un po' di giorni per fare mente locale e per capire che possibilità c'erano. Sono stato io che mi sono proposto per restare e loro hanno accettato con grande stima. Arrivavo dai mondiali in Giappone che avevo disputato un mese prima, capisci? Il calcio è questo. Firenze mi ha straamato per questo".
Sulla stagione in C2: "C'erano 22.000 abbonamenti, andavi in questi campi sconosciuti e c'erano sempre 4-5000 tifosi viola, quindi eravamo super seguiti e super stimolati. Io mi sentivo di dover dare il buon esempio ai ragazzi, dovevo far capire a loro che non c'era tempo da perdere, ci dovevamo preparare bene, perché poi quando giocavano contro di noi erano tutti molti stimolati per batterci. Siamo tornati velocemente in Serie A, è stato tutto perfetto".
Sul rimpianto: "Forse a fine carriera potevo stare qua. Ero convinto di questo perché forse me lo meritavo. Le tante promesse, le tante chiacchierate, eh tante situazioni. Poi io sono uno che non è che chiede. Mi dispiace perché ero pronto anche per vestire i panni da dirigente. Ero sicuro che potevo potevo veramente dare ancora un grandissimo contributo anche fuori dal campo. Questo me lo porterò come rimpianto, credo, per tutta la vita".
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