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Trevisani duro: “Fiorentina Dodò-dipendente. Rugani da 3, Harrison irrilevante”
La pesante debacle di Udine continua a far discutere e, nel consueto appuntamento con il podcast di Cronache di Spogliatoio, il giornalista Riccardo Trevisani ha analizzato con estrema durezza il momento della Fiorentina. Un'analisi che non ha risparmiato nessuno: dai singoli alle scelte tattiche, fino ad arrivare alla gestione societaria.
Secondo Trevisani, l'assenza di Dodò è la chiave di lettura principale del tracollo in Friuli: "La Fiorentina è una squadra che non può fare a meno di Dodò per come sviluppa il gioco e per come riparte. Senza di lui perde tantissimo". Parole meno tenere, invece, per l'esterno inglese: "Harrisonè un giocatore irrilevante, non sposta nulla, molto meglio Solomon. Se ieri è andata peggio del solito è perché mancavano Dodo e lo stesso Solomon che, insieme a Kean, sono i giocatori più in forma in casa Fiorentina".
Il debutto di Daniele Rugani è stato messo nel mirino dal giornalista, che ha sottolineato la sofferenza del centrale contro la fisicità di Davis: "Entrare in questa squadra dopo anni di Juventus dovrebbe essere un upgrade, invece è sembrato un downgrade: un incrocio tra Pongracic e Ranieri. Nelle pagelle gli avrei dato3". Merito anche di un'Udinese formato corazzata: "Quando hanno voglia sono un avversario terribile. Davis, senza infortuni, è tra i migliori centravanti della A. Hanno stravinto nonostante le assenze di Atta e Solet".
La critica più aspra è stata però rivolta al numero 10 viola, Albert Gudmundsson, apparso ancora una volta l'ombra di se stesso:
"La sua stagione è indecifrabile. Risolte le questioni extra-campo, non ricordo una sua grande prestazione. È lento, prevedibile, ha un linguaggio del corpo negativo: lo guardi in faccia e sai già che farà male. Va avanti così da mesi".
Infine, un passaggio sul futuro della guida tecnica. Trevisani frena sull'addio immediato a Vanoli, ma lancia un monito: "L'esonero va fatto quando nessuno ascolta più l'allenatore. Fino alla gara con lo Jagiellonia non c'erano gli estremi. E poi, chi prendi? Quello 'giusto' per queste situazioni lo ha già preso il Torino (D'Aversa, ndr)".
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