Il racconto drammatico di Robin Gosens. Il laterale tedesco decise di non andare in Germania per il funerale della nonna e poche ore dopo si infortunò
Il calcio sa essere crudele, ma a volte i retroscena che emergono superano la logica del campo. Robin Gosens ha scelto il suo podcast, “Wie geht's?” ("Come stai?"), per svuotare il sacco su uno dei momenti più bui della sua carriera e della sua vita privata, legato a un episodio avvenuto il 29 ottobre 2025, giorno della sfida tra Fiorentina e Inter.
Il "no" al funerale
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Mentre la Fiorentina si trovava all'ultimo posto e la pressione era alle stelle, Gosens viveva un dramma privato: la perdita dell'amata nonna. Il racconto del pomeriggio prima della sfida di San Siro è straziante:
Dovevamo giocare alle 20:45 e alle 16:00 sono stato chiamato via FaceTime al funerale di mia nonna. Io non ho mai chiesto il permesso di andare al suo funerale, perché in un momento così delicato per la squadra non avrei mai voluto lasciare il gruppo e andare via
Gosens descrive un uomo diviso in due: il professionista obbligato a restare in ritiro e il nipote che cerca di "archiviare" un'immagine del funerale sullo schermo di un telefono per poter condividere un ricordo col padre in futuro.
Lo "schiocco" e la ferita psicologica
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La testa, in quei momenti, non può essere al campo. Gosens descrive la sensazione di smarrimento totale prima del fischio d'inizio:
Entri in campo alle 20:45 e sei completamente ubriaco di emozioni, non riesci nemmeno a trovare la strada per il tunnel. Non sei libero mentalmente e non sei affatto competitivo.
Poi, la conseguenza fisica di un corto circuito psicologico: "Dopo 70 minuti, bam! C'è uno scoppio vero e proprio. Uno strappo muscolare. Non è un caso: se non sei libero dentro, il corpo si spacca".