"Trovare un attaccante più forte in così poco tempo (condizione sine qua non per la cessione secondo quanto fatto filtrare dalla Fiorentina) appare impresa ardua il che potrebbe anche indurre a sperare ancora nella permanenza"

Roma-Fiorentina 4-0

VIDEO VN - "Grosso, ma che combini? Servono subito segnali"

Ernesto Poesio, sulle pagine del Corriere Fiorentino, analizza quanto visto in Roma-Fiorentina. Ecco le sue parole:

Se un giocatore non si giudica da un calcio di rigore, cantava il romanista De Gregori, così una sconfitta (in casa di una delle pretendenti alle posizioni di vertice) non può valere da sola una bocciatura. Calma e gesso dunque, anche se di tutti i modi per esordire la Fiorentina di Grosso ha scelto forse il peggiore. Non tanto per il risultato sonante, che tecnicamente può essere definito «una bella legnata», quanto perché della Fiorentina che hanno in mente Grosso e Paratici si è visto davvero poco (e in un certo senso c’è da augurarsi che sia così). Aveva chiesto una squadra coraggiosa il tecnico viola, ma è invece la timidezza e l’atteggiamento remissivo con cui i giocatori hanno approcciato la gara ad aver stupito in negativo. E poi le scelte di formazione, che hanno ricalcato quelle contro il Benevento, e che iniziano a generare qualche dubbio. La Fiorentina che ha speso o si è impegnata a spendere (in attesa del conteggio finale) quasi cento milioni si è presentata in campo all’Olimpico con sette elementi su 11 della sciagurata passata stagione. Da Dodò, sul mercato da mesi ma sempre sorridente, preferito a Jimenez all’insistenza su Ranieri — evidentemente Viery non è pronto — dal mestierante Brescianini al solito leggero Fagioli in mezzo al campo invece del pimpante e talentuoso Oulai, Grosso ieri all’Olimpico ha perso senza appello la sfida a distanza col collega Gasperini. Indubbio che abbia influito il caso Kean che entrato nella ripresa e sul tre a zero si è reso più pericoloso in cinque minuti che tutta la Fiorentina in settanta. Trovare un attaccante più forte in così poco tempo (condizione sine qua non per la cessione secondo quanto fatto filtrare dalla Fiorentina) appare impresa ardua il che potrebbe anche indurre a sperare ancora nella permanenza. Potrebbe, perché sappiamo benissimo che così non sarà e che il più forte attaccante dell’era Commisso finirà a giocare la Champions sul quel ramo del lago di Como. Lasciando a Firenze soltanto i panni. E un bel po’ di rimpianti.
Fabio Paratici

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