Una sconfitta che è come una doccia gelata. Grosso spieghi le sue scelte e Paratici la gestione di Kean

- Firenze
Roma-Fiorentina 4-0

VIDEO VN - "Grosso, ma che combini? Servono subito segnali"

Perdere una partita può succedere, negli ultimi cinquant’anni la Fiorentina ci ha abituato a questo e molto altro. Perdere, però, in questo modo, dopo un mercato che aveva eccitato gli animi e fatto esplodere gli abbonamenti, è come una doccia gelata.

La Roma bene, per carità ma la Fiorentina è sembrata una squadra di “carta velina”, fragile e trasparente (le nostre pagelle). La fase offensiva è risultata assolutamente inconsistente, la fase difensiva si è rivelata confusa e priva di qualsivoglia organizzazione. Fabio Grosso deve delle spiegazioni.

Intanto la formazione: Kean in panchina, Dodò in campo. Se Kean viene lasciato in panca si deve presumere che, tutti d’accordo in attesa della conclusione della trattativa, si preferisca non correre rischi. Ma allora perché farlo entrare sul 3-0? Dodò sembrava già in lista di partenza e vederlo titolare è apparso quantomeno un controsenso. E poi se lo stesso Grosso ammette che la squadra è sotto “lavori in corso” come mai affrontare la Roma a viso aperto, senza un minimo di prudenza e soprattutto con una formazione inedita rispetto a quelle schierate nelle amichevoli? Si dice che bisogna imparare dagli errori e dalle sconfitte ma dalla partita di Roma c’è poco da imparare. Grosso ha detto che non si doveva prendere quel quarto gol, come se i primi tre fossero nel conto…

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E qui bisogna chiamare in causa anche Fabio Paratici. Vero che incassare quaranta milioni per una cessione è importante, vero che se il giocatore vuole andarsene è giusto favorirlo, ma un dirigente della sua esperienza non può permettere che una trattativa così importante possa finire per destabilizzare uno spogliatoio e anche l’allenatore alla prima di campionato. Qualcuno ha scritto che la società non era preoccupata per la probabile cessione di Kean e che anzi prevalesse la convinzione che sarebbe stato semplice sostituirlo. Sono chiacchiere cui non vogliamo dar credito. Luciano Moggi dice che comprare è facile, difficile è vendere. Un motto da addetto ai lavori, adatto a chi deve far quadrare i bilanci. Comprare bene, a nostro avviso, è comunque roba da grandi professionisti.

La Fiorentina è il fanalino di coda della Serie A. L’ex pupillo di Massimo Moratti, Andrea Stramaccioni, si è rivolto preoccupato verso Fabio Grosso perché non aveva visto la squadra viola praticare il “suo” gioco. Non essendo dei tecnici, non vogliamo addentrarci in disquisizioni puramente teoriche. Gioco? Quale gioco?

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