I numeri dell'attacco della Fiorentina sono preoccupanti
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Dopo Fiorentina-Como, Vanoli ha espresso tutta la propria insoddisfazione per la scarsa concretezza offensiva: interrogato sulla fragilità difensiva, ha risposto che la squadra «prende tanti gol, ma non ne fa nemmeno con le mani». I numeri confermano le difficoltà: dopo sette giornate, a fronte di 11,53 gol attesi, i viola hanno segnato soltanto 8 reti, compreso l’autogol di Vasquez contro il Genoa del 10 ottobre. Il saldo di -3,53 tra gol realizzati e xG è il secondo peggiore della Serie A, davanti soltanto al Venezia (-4,88): un indicatore non assoluto, ma significativo delle occasioni sprecate.
In campionato hanno segnato appena quattro giocatori della rosa attuale, due dei quali difensori. Mastantuono guida con 3 gol, seguito da Pellegrino con 2 e da Pongracic e Jimenez con una rete ciascuno. Considerando anche la Coppa Italia, si aggiungono le marcature di Ndour, Jimenez, Gonçalves, Gnonto e ancora Pellegrino. Restano invece senza gol Beto e Njie, arrivati proprio per aumentare la produttività dell’attacco.
La percentuale di conversione dei tiri in gol è del 6,90%, alla pari del Bologna: soltanto Genoa (6,41%), Venezia (6,12%) e Parma (5,33%) fanno peggio. La Fiorentina crea, ma concretizza troppo poco e deve cambiare passo per evitare di accumulare ulteriore ritardo quando non è stato ancora disputato un quinto del campionato. Il confronto con Monza, Sassuolo e Frosinone, già rispettivamente a quota 13, 12 e 13 reti nonostante attacchi sulla carta meno attrezzati, rende ancora più evidente il problema. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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