I numeri parlano chiaro, non è cambiato assolutamente nulla
VIDEO - Vanoli: "Beto? Ho bisogno di più. Valdepenas uno dei migliori"
Un anno dopo, la Fiorentina si ritrova nella stessa situazione: quattro punti dopo otto giornate, diciottesimo posto e quota 40 che torna a essere l’obiettivo. Nell’ottobre 2025 in panchina c’era Pioli, oggi c’è Vanoli, chiamato a correggere il disastroso avvio di Grosso. Il confronto evidenzia numeri persino peggiori: allora quattro pareggi e quattro sconfitte, adesso una vittoria e sei ko, con nove gol segnati contro sette, ma soprattutto 19 reti subite rispetto alle 12 di un anno fa.
Vanoli conosce già questo scenario: nella scorsa stagione subentrò all’undicesima giornata, dopo l’esonero di Pioli, trovando un ambiente sfiduciato e una classifica preoccupante. Impiegò circa quaranta giorni per ottenere la prima vittoria e restituire fiducia alla squadra. Stavolta il successo è arrivato prima, a Venezia, ma non ha generato la continuità sperata: il tecnico si trova ora, più o meno, nello stesso periodo in cui un anno fa riuscì a imprimere la prima svolta.
La comunicazione di Vanoli resta improntata alla fiducia nel gruppo, senza parlare apertamente di salvezza o ricorrere all’immagine della «testa nel carro armato»; una linea condivisa anche dalla società. La differenza è che stavolta l’allenatore ha potuto intervenire prima: se nella passata stagione doveva sbloccare una squadra incapace di vincere, oggi deve soprattutto trovare equilibrio tra fase offensiva e difensiva. Lo scrive la Nazione.
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