- Squadra
- Nazionali
- Calciomercato
- Statistiche
- Coppa Italia
- Social
- Comparazione Quote
- Redazione
La Repubblica analizza oggi sulle sue pagine la situazione legata all'infortunio ed al finale di stagione di Moise Kean. L'attaccante della Fiorentina, infatti, è in dubbio anche per Lecce, con un infortunio alla tibia che sembra un calvario da cui diventa difficile uscirne. Il classe 2000 continua a essere un problema in casa Fiorentina e dopo aver saltato entrambe le gare di Conference con il Crystal Palace, privando i viola del suo giocatore più pericoloso e del suo miglior cannoniere, anche la sfida di lunedì in Salento diventa un rebus. E con sei sole gare da disputare gli interrogativi su quante partite potrà giocare Kean fino a fine stagione rimangono aperti.
La cronistoria dell'infortunio è ormai nota da mesi: durante Fiorentina-Lecce di novembre Moise riceve una brutta botta alla tibia, un infortunio dapprima contenuto ma poi emerso con tutta la sua delicatezza nel 2026. Dalla botta di novembre Kean ha saltato dieci delle trentatré partite giocate in tutte le competizioni, in una è rimaso interamente in panchina e in altre sette è entrato a gara in corso. Praticamente un impiego part time, che in quest'ultimo periodo è diventato praticamente nullo. Da quando infatti è rientrato dal play-off mondiale perso con l'Italia - dove Moise ha giocato entrambe le partite dal primo minuto - con i viola Kean ha giocato buona parte di gara a Verona prima di fermarsi, senza nemmeno rientrare tra i convocati nelle ultime tre partite.
La situazione resta in evoluzione, viene monitorata giorno dopo giorno, ma anche un impiego a Lecce a oggi appare abbastanza complicato. Un quadro che se al Viola Park ha generato amarezza per l'impossibilità di schierare l'attaccante nella doppia sfida contro il Crystal Palace in Conference, in città ha portato alla rabbia e alla delusione dei tifosi. Vogliosi di vedere un Kean protagonista nonostante il dolore, pronto a sacrificarsi per la squadra in un momento decisivo della stagione, come accadeva in passato a Batistuta. Giovedì poi Moise non ha seguito dal vivo la buona prova dei compagni contro gli inglesi perché colpito da un attacco febbrile, un'ulteriore complicazione di un periodo non felice.
© RIPRODUZIONE RISERVATA