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FLORENCE, ITALY - JANUARY 11: Head coach Paolo Vanoli manager of ACF Fiorentina reacts during the Serie A match between ACF Fiorentina and AC Milan at Artemio Franchi on January 11, 2026 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
Stefano Cappellini, firma storica, ha analizzato con la consueta lucidità il momento delicato ma di rinascita della squadra di Vanoli sulle colonne de La Repubblica. Nel suo editoriale, Cappellini mette in luce come la società abbia saputo resistere alle pressioni della piazza nel momento più buio della stagione:
"Siamo come all’ultima roccia da scalare per tornare sul sentiero dopo essere caduti in un dirupo profondissimo. Battere il Cagliari domani significherebbe tirarsi per la prima volta davvero fuori da quelle maledette ultime tre posizioni, delle quali a lungo la Fiorentina ha occupato stabilmente l’ultima. Sarebbe la fine di un incubo, per quanto provvisoria. Eppure, mandando al diavolo ogni scaramanzia, possiamo dircelo: la Fiorentina che ha battuto il Bologna, e smarrito la vittoria nel recupero contro Lazio e Milan, non è una squadra che può andare in Serie B. Proprio non si vede come potrebbe. Piuttosto, sarà il caso di ricordarci la lezione di queste settimane."
Se si fosse fatto un sondaggio tra i tifosi dopo la sconfitta al Franchi con il Verona, il 90% avrebbe votato per l’esonero di Vanoli. Certo, c’erano buone ragioni per invocarlo in quel momento. Ma tutto ciò che è successo dopo dimostra che sarebbe stato un errore seguire l’istinto. Perché un cambio avrebbe portato un altro allenatore che, magari, c’avrebbe messo il suo tempo per capire come e dove intervenire, e non è detto ci sarebbe riuscito. Ci voleva più coraggio a tenere Vanoli che a cambiarlo, cosa che avrebbe accontentato quasi tutti. Tra tante critiche alla società e al dg Ferrari, bersagliato ben oltre i suoi demeriti, questo è un merito che va riconosciuto. Qualche volta le ragioni della pazienza sono meglio di quelle della pancia.
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