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La Nazione

Franchi: i dettagli della negoziazione tra Fiorentina e Comune. Ecco cosa manca

Redazione VN
Il punto sulla trattativa Fiorentina-Comune per il project financing legato al restyling del Franchi.

La Nazione scrive oggi dello stato dell'arte dei lavori direstyling dell'Artemio Franchi. Un mese al massimo per trovare l'intesa. Entro aprile gli scogli dovranno essere superati. La Fiorentina e Palazzo Vecchio portano avanti da tempo un dialogo serrato, con l'obiettivo comune di archiviare la pratica rovente dei lavori al Franchi. Adesso il club viola sarebbe pronto a fare il grande passo calando nel piatto 85 milioni di euro, ovvero i 55 che mancano per completare il secondo lotto dei lavori più altri 30 destinati agli arredi (skybox e area hospitality). A patto però di ricevere una maxi concessione dell'impianto di 70-80 anni. Ma i nodi non mancano. E per ricostruire lo stato dell'arte occorre fare un passo indietro fino alla genesi della trattava tra Joe Barone e Dario Nardella. Il compianto braccio destro di Rocco Commisso e l'ex sindaco di Firenze avevano intavolato il discorso con l'idea di spartirsi i 100 milioni necessari a coprire il secondo lotto dei lavori: 50 milioni a carico del Comune e 50 da parte del club viola. I contatti poi sono stati portati avanti dal dg viola Alessandro Ferrari e dalla sindaca Sara Funaro.

La situazione attuale

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Nel frattempo però i costi sono aumentati a causa del caro energia: per l'intera copertura finanziaria ora servono 111 milioni di euro. Quindi 55 a testa: nel caso del Comune si tratta dei soldi recuperati dal decreto periferie. L'oggetto della contesa sono però gli ulteriori 30 milioni – che in un primo momento la Fiorentina aveva stimato in 40 - necessari per gli arredi, skybox e area hospitality. Una spesa che per il Comune deve essere a carico di chi gestisce l'impianto. Al contrario, per la Fiorentina sarebbe un onere economico ulteriore. Una cifra che il club viola sarebbe pura disposto a sobbarcarsi ma solo in cambio appunto di una concessione extra large. Inoltre, secondo le stime della Fiorentina, i lavori allo stadio hanno comportato per il club una perdita di 7 milioni all'anno a causa della forte riduzione degli introiti, soprattutto negli incassi dei biglietti. Per il periodo del cantiere - dal 2024 al 2029 - il club gigliato dovrebbe avere dunque una perdita complessiva di circa 30 milioni, che vorrebbe in qualche modo "recuperare". L'altro nodo economico tra le parti è su come spartire i fondi pubblici che potrebbero arrivare sia dalla Regione (Giani sarebbe disposto a sobbarcarsi 15 milioni) sia dal decreto Stadi (in ballo altri 10-15 milioni destinati agli impianti di Euro2032).

Il nodo spogliatoi e la candidatura a Euro32

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Nella casella degli attriti avanzano di diritto anche gli spogliatoi. Un tema spinoso che per ora non trova soluzione. I lavori sono in programma come ultimo step del secondo lotto, il problema è che realizzare strutture moderne sotto la tribuna in concomitanza delle partite è un'operazione assai delicata. L'accordo per il Franchi, comunque, va trovato il prima possibile per presentare una candidatura solida a Euro32 entro luglio. La formula dell'intesa è quella del project financing con una percentuale superiore a favore della Fiorentina che a quel punto avrebbe il controllo totale sui lavori. Proprio per questo la società viola starebbe cercando di snellire le procedure ottenendo un affidamento diretto dei lavori.