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PALERMO, ITALY - OCTOBER 05: Predrag Mijatovic (L) and Angelo Di Livio pose with the UEFA Champions League Trophy during the UEFA Champions League Trophy Tour 2012/13 at Direzione Sicilia Unicredit on October 5, 2012 in Palermo, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images for UEFA)
Angelo Di Livio non è mai stato un tipo banale, né in campo né davanti ai taccuini. In una lunga intervista rilasciata a Tuttosport, l'ex centrocampista della Fiorentina e della Juventus è tornato a parlare dei tempi bianconeri e non solo, spaziando dai rimpianti europei agli anni vissuti all'ombra di Maratona e Fiesole.
Il legame tra Di Livio e la Fiorentina è passato anche attraverso incroci del destino davvero particolari. Come quello con Pedrag Mijatovic: l’uomo che con un gol in fuorigioco scippò la Champions alla Juventus di Di Livio nel ’98, per poi diventare suo compagno in maglia viola. Un affronto che il "Soldatino" non ha mai dimenticato, trasformando lo spogliatoio di Firenze in un campo di piccole, esilaranti vendette: "Non sa quante gliene ho fatte passare: lui si vantava, io rispondevo con schiuma nel letto e dentifricio nelle scarpe. 'Tu adesso la devi pagare', gli dicevo". Nonostante i dispetti, però, il ricordo del serbo è intriso di stima: "Ragazzo adorabile, comunque. Un gran compagno".
L'ex mediano ha poi preso le difese della Juventus contro le accuse storiche di aiuti arbitrali, toccando il tasto dolente di Calciopoli: "Alla Juve capisci che non sei protetto da nessuno. Parliamo degli scudetti tolti? L’hanno fatto a campioni come Buffon, Del Piero, Nedved e Cannavaro. Il più scarso valeva 50 miliardi: eravamo forti, il resto sono solo chiacchiere". Per Di Livio, la risposta era semplice e chiara, ieri come oggi: "Parlate quanto volete, qui si pensa a vincere".
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