Per i tre ex viola quella contro la Fiorentina non sarà una partita come le altre
VN&TN - Fiorentina-Torino, cosa va e cosa no: l'intervista doppia
Alle 15 al Franchi andrà in scena la partita tra Fiorentina e Torino. Per Fortini, Comuzzo e Mandragora non sarà una partita come le altre visto che hanno lasciato da poco la maglia viola per vestire quella granata. Su di loro si concentra il Corriere Fiorentino. Ecco cosa si legge sul quotidiano:
I punti in palio, sì, ma anche le emozioni e i ricordi. Per tre dei protagonisti (Fortini, Comuzzo e Mandragora) di Fiorentina-Torino la partita odierna non sarà come le altre. I tre hanno portato a Torino una storia da 308 partite in viola: 26 Fortini, 91 Comuzzo, 191 Mandragora. Per i primi due potrebbe essere solo un arrivederci, vista la cessione in prestito con diritto di riscatto, mentre il centrocampista campano è passato alla corte di Abate a titolo definitivo. Ognuno di loro ha vissuto in modo diverso Firenze e la Fiorentina, ma comune è stata l’intensità del legame. Fortini, per esempio, pur avendo accumulato solo 26 presenze la scorsa stagione, è cresciuto nel settore giovanile viola e, dopo l’anno di esplosione in B con la Juve Stabia a 19 anni, sperava di potersi ritagliare più spazio in prima squadra. Il discorso non è poi così diverso per Comuzzo: entrato nel settore giovanile appena 13enne, il classe 2005 era esploso con Palladino e, dopo tanti rumors di mercato, nell’ultimo biennio aveva anche conquistato alcune presenze con la Nazionale U21 e poi quella maggiore. Entrambi hanno già esordito con la maglia del Torino e Comuzzo ha anche trovato la via del gol, nel k.o 2-1 dai suoi contro il Sassuolo. Per Mandragora la storia è ancor più legata all’asse Torino-Firenze, avendo già alle spalle una stagione in granata nel 2021-22. A Firenze ha vissuto le finali perse di Conference e Coppa Italia e raccolto 56 presenze europee, record di tutti i tempi (anche grazie al contemporaneo dilatarsi del competizioni) per il club viola; in più, dal suo arrivo nel 2022, non è mai sceso sotto le 40 presenze stagionali, un chiaro segno del valore attribuitogli in campo da tutti gli allenatori avuti, ma anche dell’importanza in spogliatoio.
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