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VIOLA NEWS news viola radio e tv Poesio: “Koleosho, non si può aspettare all’infinito. Il centrocampo è da rifare”

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Poesio: “Koleosho, non si può aspettare all’infinito. Il centrocampo è da rifare”

Poesio: “Koleosho, non si può aspettare all’infinito. Il centrocampo è da rifare” - immagine 1
Ernesto Poesio nel suo intervento a Radio Bruno ha analizzato il presente e il futuro prossimo della Fiorentina
Alessio Vannini

Il giornalista Ernesto Poesio è intervenuto al Pentasport di Radio Bruno per parlare del momento viola e del futuro della Fiorentina:

"Solo la Fiorentina può dirci se sia giusto che Koleosho ci metta così tanto a dare una risposta alla società viola. Nel senso che, se lui fosse davvero la prima scelta assoluta, allora avrebbe senso aspettare, altrimenti sarebbe il caso di farsi qualche domanda. È vero che la prossima stagione la Fiorentina non giocherà in Europa, ma resta comunque una realtà importantissima del calcio italiano. I dubbi di Koleosho forse nascono dal fatto che la Serie A non viene più percepita come un campionato di primissimo livello. In ogni caso, la Fiorentina dovrebbe iniziare a valutare le alternative: non rimarrei bloccato per tutta la sessione di mercato sull'esterno italiano."

Thorstvedt?

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"Nel centrocampo della Fiorentina attuale manca praticamente tutto. È stato il reparto che ha messo più in difficoltà la squadra lo scorso anno. Non c'è mai stata grande qualità ed è mancato un profilo da affiancare a Fagioli che avesse caratteristiche nettamente diverse dall'ex Juventus. Il centrocampo è totalmente da ricostruire, e Thorstvedt è un giocatore di sostanza e di fisico: può rivelarsi un ottimo acquisto."

La multa?

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"Sinceramente me l'aspettavo. Che la Fiorentina avesse speso molto e incassato poco era sotto gli occhi di tutti. Adesso Paratici dovrà fare un mercato a saldo zero. Questa sanzione è l'onda lunga del disastro della scorsa stagione: la vecchia dirigenza ha gestito male gli investimenti della proprietà e ora bisogna rientrare dei costi. Per Paratici sarà una vera e propria spada di Damocle da gestire. Bisogna ammettere che in questi sette anni di gestione Commisso, sotto il profilo puramente finanziario, le cose non sono state amministrate nel modo migliore."