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GERMOGLI PH: BERNARDO BROVARONE
Ospite negli studi di Toscana TV, l’intermediario di mercato Bernardo Brovarone ha analizzato a tutto tondo la situazione della Fiorentina, soffermandosi sul rendimento della squadra, sulla guida tecnica e sui singoli.
Il periodo complicato della Fiorentina non nasce oggi, va avanti da settimane. I numeri della Serie A parlano chiaro: quando si arriva al terzo allenatore, spesso si rischia grosso. Per questo io andrei piano, darei fiducia e sostegno a Vanoli: bisogna chiudere la stagione con lui. In alcune partite ha mostrato cose interessanti, ma percepisco poco feeling tra tecnico e gruppo. Ho ancora negli occhi la prova di Bologna e mi domando perché non si sia insistito su quella strada, viste le potenzialità della rosa. Vanoli trasmette troppa passività e questo si riflette sulla squadra. Serve una scossa, perché a tratti la Fiorentina sembra priva di fame.
Le responsabilità maggiori le do ai giocatori. Indossare questa maglia comporta doveri importanti. Mi infastidisce pensare che fossero ben consapevoli della situazione del presidente e poi vedere certe prestazioni negli ultimi mesi… fa venire i brividi. Le disattenzioni sono evidenti, la concentrazione non è costante. E sui calci piazzati la squadra è drammatica. Fare previsioni è inutile: questa Fiorentina è troppo imprevedibile.
Fagioli oggi rappresenta una sicurezza, ha colpi che accendono la partita. Gudmundsson, prima dell’infortunio, stava crescendo: finalmente saltava l’uomo con qualità e rapidità. Deve però essere più incisivo nell’ultimo passaggio verso la punta. Il talento non si discute, ma deve concretizzare meglio. A volte dà l’idea di giocare più per sé che per la squadra, anche se dal punto di vista comportamentale è sempre stato impeccabile. Ora è chiamato a uno step ulteriore.
Solomon, se parte da sinistra, in pochi minuti può lasciare il segno. Harrison mi ha colpito per intelligenza e serenità: ha passo, tecnica e si muove bene anche negli spazi stretti. Mi è piaciuto molto. De Zerbi? È un nome che intriga Paratici, un allenatore di grande personalità. A Firenze potrebbe nascere un feeling speciale con il pubblico viola.
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