
Dopo le presentazioni di Atta e Dragusin, questa mattina in casa Fiorentina è arrivato il momento della conferenza stampa di Viery Fernandes Santos Lopes, detto Viery. Abbiamo seguito l'evento con la diretta testuale.

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Dopo le presentazioni di Atta e Dragusin, questa mattina in casa Fiorentina è arrivato il momento della conferenza stampa di Viery Fernandes Santos Lopes, detto Viery. Abbiamo seguito l'evento con la diretta testuale.
Prima di tutto vorrei ringraziare, il presidente, tutta la sua famiglia e i dirigenti. Grazie anche al Gremio, che mi ha formato come atleta e persona. Io sono cresciuto come terzino, poi ho iniziato a giocare centrale. Da terzino sono più difensivo, da centrale possono spingere di più. Ma io sono pronto a giocare ovunque il mister preferisca.
Si pronuncia "Vieri", come l'attaccante italiano. Mio babbo era un suo grande fan. Non poteva chiamarmi Christian, quindi mi ha chiamato Viery.
Il progetto della Fiorentina mi è piaciuto molto. Ho parlato con Dodò, che è brasiliano come me. Poi sono arrivato a Firenze, una città bellissima. Penso che anche la mia famiglia si troverà benissimo qui.
Il calcio europeo è più rapido di quello brasiliano. Io giocavo spesso d'anticipo. Però mi sto adattando abbastanza velocemente. Lavorerò per crescere e migliorarmi.
Dodò mi ha aiutato da quando sono qui, nella quotidianità. Non abbiamo parlato del suo futuro e non lo faremo. Parliamo di altro, cose che mi possono aiutare per la mia crescita.
Ho scelto il 33 come numero di maglia. Prima indossavo il 44, ma qui era già occupata. Così ho scelto l'altra. Nazionale? tutti i giocatori sognano di giocarci. Darò il massimo in Europa per ottenerla.
Io mi ispiro a giocatori come Sergio Ramos e altri con cui sono cresciuto nel Gremio, come Walter Kannemann che guardo spesso. Sono un calciatore molto forte nell'uno contro uno, ma ho ancora margini di crescita e non vedo l'ora di ampliarli.
Mi ha detto come lavorare Grosso. Sò che imparerò molto con lui, perché è uno che ne capisce molto bene di calcio.
Kean lo conoscete bene anche voi, è difficile da marcare anche in allenamento. Ha molta forza. La sua presenza è molto importante e aiuta tutti a crescere. Anche io, marcandolo ogni giorno in allenamento, potrò crescere tanto.
Dunga lo conosco bene, visto che è stato anche capitano nel Brasile. Ci parlo spesso, tramite il mio agente. Se devo dire un nome a cui ispirarmi, del passato della Fiorentina, è sicuramente lui.
Prima di tutto lo devo ringraziare. Ha creduto tanto in me e quindi devo dare tanto in campo per ripagare la sua fiducia.
Ho giocato di più con lui in coppia fino ad ora. Parla il portoghese e lo capisce, quindi questo mi aiuta molto. E' un giocatore molto esperto. Per me, comunque, l'importante è lavorare ogni giorno. Non mi importa con chi in coppia.
Mio padre mi ha chiamato così proprio per Christian Vieri, quindi lo seguiva molto. Per noi brasiliani il calcio italiano è molto tattico e io sono qui per imparare. Spero di farlo sempre di più.
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