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Viery: “Ho scelto il numero di maglia, ne volevo un altro. Vi spiego il mio nome”

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La conferenza stampa di presentazione del nuovo difensore della Fiorentina: ecco Viery Fernandes Santos Lopez
Matteo Bardelli Redattore 

Dopo le presentazioni di Atta e Dragusin, questa mattina in casa Fiorentina è arrivato il momento della conferenza stampa di Viery Fernandes Santos Lopes, detto Viery. Abbiamo seguito l'evento con la diretta testuale.

Sulle sue caratteristiche

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Prima di tutto vorrei ringraziare, il presidente, tutta la sua famiglia e i dirigenti. Grazie anche al Gremio, che mi ha formato come atleta e persona. Io sono cresciuto come terzino, poi ho iniziato a giocare centrale. Da terzino sono più difensivo, da centrale possono spingere di più. Ma io sono pronto a giocare ovunque il mister preferisca.

Sul nome Viery

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Si pronuncia "Vieri", come l'attaccante italiano. Mio babbo era un suo grande fan. Non poteva chiamarmi Christian, quindi mi ha chiamato Viery.

Sul progetto

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Il progetto della Fiorentina mi è piaciuto molto. Ho parlato con Dodò, che è brasiliano come me. Poi sono arrivato a Firenze, una città bellissima. Penso che anche la mia famiglia si troverà benissimo qui.

Sulle difficoltà iniziali trovate

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Il calcio europeo è più rapido di quello brasiliano. Io giocavo spesso d'anticipo. Però mi sto adattando abbastanza velocemente. Lavorerò per crescere e migliorarmi.

Su Dodò

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Dodò mi ha aiutato da quando sono qui, nella quotidianità. Non abbiamo parlato del suo futuro e non lo faremo. Parliamo di altro, cose che mi possono aiutare per la mia crescita.

Sul numero di maglia e il sogno Nazionale

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Ho scelto il 33 come numero di maglia. Prima indossavo il 44, ma qui era già occupata. Così ho scelto l'altra. Nazionale? tutti i giocatori sognano di giocarci. Darò il massimo in Europa per ottenerla.

Su un giocatore a cui si ispira

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Io mi ispiro a giocatori come Sergio Ramos e altri con cui sono cresciuto nel Gremio, come Walter Kannemann che guardo spesso. Sono un calciatore molto forte nell'uno contro uno, ma ho ancora margini di crescita e non vedo l'ora di ampliarli.

Su Grosso

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Mi ha detto come lavorare Grosso. Sò che imparerò molto con lui, perché è uno che ne capisce molto bene di calcio.

Su Kean

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Kean lo conoscete bene anche voi, è difficile da marcare anche in allenamento. Ha molta forza. La sua presenza è molto importante e aiuta tutti a crescere. Anche io, marcandolo ogni giorno in allenamento, potrò crescere tanto.

Su un giocatore della Fiorentina famoso in Brasile

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Dunga lo conosco bene, visto che è stato anche capitano nel Brasile. Ci parlo spesso, tramite il mio agente. Se devo dire un nome a cui ispirarmi, del passato della Fiorentina, è sicuramente lui.

Su Paratici

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Prima di tutto lo devo ringraziare. Ha creduto tanto in me e quindi devo dare tanto in campo per ripagare la sua fiducia.

Su Dragusin

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Ho giocato di più con lui in coppia fino ad ora. Parla il portoghese e lo capisce, quindi questo mi aiuta molto. E' un giocatore molto esperto. Per me, comunque, l'importante è lavorare ogni giorno. Non mi importa con chi in coppia.

Sul suo sogno da bambino e la visione dell'Italia

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Mio padre mi ha chiamato così proprio per Christian Vieri, quindi lo seguiva molto. Per noi brasiliani il calcio italiano è molto tattico e io sono qui per imparare. Spero di farlo sempre di più.