La canzone degli ELO (Electric Light Orchestra) suggerita dal direttore Saverio Pestuggia per il titolo di questo articolo sarebbeLast train to London, però capite bene che la Fiorentina a Londra non ci va. O meglio, ci è andata, ha preso tre sveglie e ora da Londra torna con la testa bassa. Quindi ci siamo presi una licenza poetica cambiando la direzione del convoglio. Era l'ultimo treno, quello che è ripartito da Selhurst Park. L'ultima occasione di dare un senso a questa stagione...anche se questa stagione un senso non ce l'ha. Va bene, la smettiamo di alludere a canzoni e ci proviamo a concentrarci sulla partita.

esclusive
Last train… from London. Si accettano miracoli, ma va bene anche finire senza drammi
Il dibattito a distanza sull'approccio
—Tra Vanoli e De Gea chi ha ragione sull'approccio? Uno, l'allenatore, dice che è stato buono, l'altro, il capitano, che la Fiorentina ha regalato i primi trenta minuti. Non è la prima volta che il tecnico dice a caldo cose che ci lasciano un po' interdetti, a volte anche smentite subito dopo dai suoi stessi calciatori. Ricordate Gudmundsson sul rigore di Reggio Emilia? Caso ben più grave di questo, ma stessa tipologia di evento, ovvero allenatore dice A, giocatore dice B. Oppure anche dopo Fiorentina-Milan 1-1, quando al mister che parlava di punto guadagnato Gosens ha risposto che erano due persi. Questa volta, però, viene in soccorso a Vanoli il collega Glasner, che ammette di essere soddisfatto a parte i primi venti minuti. Evidentemente - posizione un po' equilibrista, ce ne rendiamo conto - ci sono sfumature che un occhio tecnico coglie e che un occhio "calciante", o "parante" in questo caso, no. A voi lettori, altrimenti, la libertà di dare ragione a uno dei due, dando di fatto all'altro di orbo o calcisticamente fallace.
A che pro il ritorno?
—La prestazione nel complesso? Non all'altezza. E poteva essere preventivabile, ma magari si poteva arrivare a Firenze ancora con una qualificazione in discussione, uno o due gol da recuperare in casa. Anche solo per caricare l'avvicinamento alla partita, concedersi lo sfizio di sperare in qualcosa di epico. Invece, sotto tre a zero contro una squadra che, qui Vanoli è inappuntabile nella dichiarazione, ti è superiore fisicamente e tecnicamente, beh, serve più dell'epica, serve un miracolo. Che per carità, se arriva si accetta, eh...
Siamo questi e oltre questo nulla più
—È che il 2025/26 non ha avuto proprio nulla di miracoloso. Al contrario: si è più e più volte fatto speed dating col dramma, trovandoselo di fronte ogni pochino dopo la picchiata iniziale firmata Pioli. Ora il baratro è a una distanza che onestamente sembra di sicurezza, non tanto per i 5 punti di distacco sulla linea rossa, ma per il fatto che oltre a Cremonese e Lecce c'è di mezzo anche il Cagliari e alla fine è ancora lì pure il Genoa. Alla luce di questo, appariva lecito chiedere, sperare in qualcosa di più, ma la realtà dei fatti, tornando alle ammissioni di Vanoli dopo il fischio finale, è che siamo questi. Ed essendo questi, evitare il dramma della retrocessione è davvero qualcosa che può andar bene come unico traguardo prima di, e qui vi rimandiamo al nostro Enzo Bucchioni, rifondare tutto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.violanews.com/assets/uploads/202304/5afff788bee9ece281812c8ae59f1524.jpg)