Prima delle sette vittorie (e otto pareggi) indicate dal direttore generale della Fiorentina Alessandro Ferrari all'inizio del 2026 per centrare la salvezza. Quella contro la Cremonese è stata una partita quasi maledetta, con innumerevoli occasioni da gol non sfruttate, come a Parma, ma con una difesa quasi sempre impeccabile, salvo un paio di situazioni su cui hanno messo due pezze Ranieri nel primo tempo e De Gea nel secondo. Per il resto, la gara, che avrebbe dovuto essere sbloccata se non altro dal rigore clamorosamente revocato dal Var a pochi minuti dalla fine della prima frazione, si è conclusa premiando un sostanziale dominio viola a discapito dei grigiorossi per i quali un punto sarebbe stato oro colato.

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-26 punti: così la Fiorentina si salva. Ma ora non sia bomba libera tutti
Simbolico che a decidere la gara sia stato proprio Kean, che non si è allenato per tutta la settimana e che, per stessa ammissione di Vanoli, non sarebbe stato convocato se Dzeko non avesse accusato problemi fisici. Quasi un segno del destino. Le parole dell'attaccante sul fuoco nell'abbraccio con l'allenatore fanno ben sperare, ma ci ha pensato quest'ultimo a riattaccare la spina della concentrazione.
Già, perché la sconfitta patita a Parma è lì a fare da monito: la Fiorentina ha ripreso ad avere un gioco, nulla di trascendentale ma almeno ci sono trame, occasioni, un'idea e gente che salta l'uomo - a proposito, interessante Solomon, che ha subito fatto vedere qualcosa del suo repertorio. Ma se questo gioco non porta al gol, e oggi ha rischiato di essere questo l'epilogo, non si vince nessuna delle 7 partite indicate da Ferrari, al massimo si fanno gli 8 pareggi.
Comuzzo, Fagioli, Kean è la nuova spina dorsale del tentativo di rilancio viola, sorretta da capitan De Gea che oggi è stato decisivo su Sanabria. Bene così, ma nessuno si rilassi. Il Pisa ultimo è dietro solo per una peggiore differenza reti, le prossime tre partite sono contro Lazio, Milan e Bologna. La strada è ancora lunga e piena di ostacoli, dei 29 punti che servivano ne mancano ancora 26.
Salutiamo infine con piacere l'interruzione del silenzio stampa, a discapito di quanto fatto chiaramente intendere prima della partita: se arrivano dichiarazioni sono tutti contenti, noi in primis che possiamo essere più precisi e sviluppare meglio le nostre analisi attenendoci a quello che viene detto. Nessuno qua vuole il male della Fiorentina, e non è certo colpa del fatto che si parla prima o dopo aver giocato quando le cose vanno male.
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