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Chi è Luis Balbo, il talento che sogna Marcelo e ha già giocato nella Vinotinto

Copertina Luis Balbo
Luis Balbo: chi è il terzino della Fiorentina Primavera convocato da Vanoli per il Bologna. Storia, caratteristiche e il debutto col Venezuela
Alessio Vannini

Non solo Riccardo Braschi. Per la trasferta di Bologna, Paolo Vanoli ha deciso di attingere a piene mani dalla Primavera di Daniele Galloppa, portando con sé anche Luis Balbo. Terzino sinistro di grande prospettiva, il classe 2006 rappresenta una delle scommesse internazionali più interessanti del settore giovanile gigliato, un calciatore che ha già assaporato palcoscenici importanti nonostante la giovanissima età.

Dal Venezuela a Firenze

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Nato a Puerto Ordaz il 28 marzo 2006, la storia di Balbo è quella di un talento precoce che ha saputo adattarsi a realtà diverse. Trasferitosi in Portogallo a soli undici anni, ha completato la sua formazione in club prestigiosi come Porto e Famalicao, arrivando a disputare la Youth League prima di approdare a Firenze nel gennaio 2024. In maglia viola ha già superato le 40 presenze, diventando un pilastro della difesa di Galloppa.

In nazionale il suo percorso è stato altrettanto peculiare: dopo aver rappresentato il Portogallo a livello U16, ha scelto di difendere i colori del Venezuela. Con la "Vinotinto" ha partecipato al Mondiale U17 e, lo scorso novembre, ha vissuto l'emozione del debutto assoluto con la Nazionale maggiore contro l'Australia. Un esordio dolceamaro, dato che pochi minuti dopo il suo ingresso in campo è stato costretto a fermarsi per un infortunio.

spinta, "cattiveria" e il mito di Marcelo

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Balbo è un terzino sinistro moderno, mancino naturale, dotato di una tecnica sopraffina e di una spiccata propensione offensiva. Non a caso, il suo idolo d'infanzia è Marcelo: dal brasiliano cerca di rubare il temperamento e la precisione nei cross. Ma non si definisce solo un fluidificante; lo stesso Balbo si è descritto come un difensore "cattivo", capace di essere aggressivo nei contrasti e attento nelle chiusure.

La sua duttilità lo rende un profilo ideale per il calcio di oggi: può agire sia come terzino classico in una difesa a quattro, sia come esterno a tutta fascia in un 3-5-2. La sua dedizione al lavoro è testimoniata dalle sue stesse parole: spesso rimane al Viola Park oltre l'orario di allenamento per affinare i dettagli tecnici, consapevole che l'occasione viola sia il trampolino perfetto per il calcio europeo.

Un investimento a lungo termine

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La società crede fermamente nel ragazzo, come dimostra il contratto da professionista firmato fino al 30 giugno 2028. Il suo valore di mercato è in costante ascesa e la convocazione di domani è il giusto premio per un ragazzo che, fin dal primo giorno a Firenze, ha dichiarato di vedersi protagonista al Franchi nel giro di pochi anni.