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IL METRONOMO

Non sbaglia una dichiarazione, dà un’anima alle squadre: ecco perchè De Rossi piace

De Rossi Fiorentina
Daniele De Rossi sarebbe il profilo adatto per la Fiorentina? Sicuramente ha tanti pregi... e qualche incognita. L'articolo del nostro vicedirettore
Simone Bargellini Vice direttore 

Se guardassimo solo i numeri, la stagione di Daniele De Rossi al Genoa sembrerebbe quasi sovrapponibile a quella di Paolo Vanoli alla Fiorentina. Esordirono curiosamente insieme - stesso giorno, stesso stadio, uno contro l'altro - in quel Genoa-Fiorentina 2-2 dell'undicesima giornata. Domenica si ritroveranno, ormai entrambi fuori dalla zona rossa ma con prospettive diverse: De Rossi è confermatissimo dal Genoa che deve guardarsi dalle sirene di mercato, mentre Vanoli è fortemente in bilico e potrebbe essere sostituito (forse) proprio dal tecnico romano.

Uguali e diversi

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Le loro 25 panchine in campionato recitano: De Rossi 34 punti, 34 gol fatti, 34 gol subiti; Vanoli 33 punti, 31 gol fatti, 33 subiti. Poi ci sono le differenze, a partire dal valore delle due rose: premesso che il calcio è anche opinione, sulla carta l'organico della Fiorentina vale molto di più del Genoa, e le aspettative iniziali erano infatti ben diverse. De Rossi ha avuto poi il merito di dare un'identità e un'anima che, con poche eccezioni, hanno accompagnato il suo Genoa in tutto il percorso. La Fiorentina di Vanoli è stata più altalenante, con un inizio molto problematico e qualche brutto passaggio a vuoto anche dopo aver trovato la quadra.


L'uomo che non sbaglia dichiarazioni

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Lo ammetto: personalmente De Rossi mi piace molto e, dopo questa annata, credo di essere in numerosa compagnia. De Rossi è uno straordinario comunicatore: parla bene, ma senza essere (o almeno sembrare) paraculo, è verace, è intelligente, trasmette valori calcistici profondi - e forse un po' smarriti -, è umile al punto giusto e onesto nelle analisi post partita. "Sbagliala una dichiarazione, Daniè" è un commento diventato tormentone sui social. Un aspetto non marginale anche se - è chiaro - poi quello che conta più di tutti è il lavoro sul campo.

Intensità e duttilità

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Le squadre di De Rossi non sono spettacolari, ma hanno intensità e carattere. E comunque l'approccio non è speculativo come dimostra il fatto che il Genoa abbia giocato sempre con 2 punte di ruolo e con in più anche 1 se non 2 giocatori di fantasia (Baldanzi, Malinovski, Messias). De Rossi è un allenatore duttile sul piano tattico: quest'anno ha giocato sempre con la difesa a 3, così come aveva fatto nella sua prima esperienza alla Spal. Nel mezzo l'avventura alla Roma con il ricorso spesso e volentieri al 4-3-3 o al 4-2-3-1, senza disdegnare il 3-5-2 pure lì in determinati frangenti. Insomma un tecnico non dogmatico, ma che sa adattarsi alle qualità della rosa.

Le incognite

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...Ha anche dei difetti, ci mancherebbe. In primis il fatto che il suo percorso sia ancora all'inizio e non senza nei: due esoneri nelle prime due esperienze. Anche se diversi tra loro: alla Spal fece male, alla Roma invece aveva iniziato benissimo (nella sua prima stagione ha avuto una media punti in linea con quella attuale di Gasperini) poi l'inizio balbettante nella stagione successiva e un esonero precoce, probabilmente immeritato. L'annata al Genoa, seppur ottima, basta ad elevarlo ad allenatore ideale a cui affidare una ripartenza ambiziosa? Difficile dirlo, ma è un profilo che merita considerazione. Parecchia.