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Nicolò Zaniolo. Un rimpianto a livello giovanile e negli anni del suo "prime" per la Fiorentina. Una delusione altrettanto cocente il ritorno del "figliol prodigo" a Firenze nella scorsa stagione. Tra aspettative e nuove isole felici, proviamo ad analizzare la sua storia ed il perché del fallimento gigliato e della nuova felice vita in maglia Udinese.
Il classe '99, toscano di Massa, sembrava da subito destinato ad un fulgido futuro in maglia gigliata: dal 2010 al 2016 compie infatti tutte le trafila giovanili in riva all'Arno, salvo poi incredibilmente non esser confermato per la Primavera viola. Così si compie il primo surreale addio, quello che lo porta in seguito a giocare per la Virtus Entella e ad esser acquistato addirittura dall'Inter prima di vestire la maglia giallorossa della Roma nel 2018. Trequartista fantasioso, piede mancino mortifero e fisico di spessore, sembra aver tutto per sfondare nel calcio che conta, ed in effetti mette in campo sprazzi di una classe che fa sussultare anche il CT dell'Italia Roberto Mancini, che lo convoca per due partite di Nations League nel settembre 2018 ancor prima che abbia esordito in Serie A. Da lì, collezionerà 19 presenze e 2 reti con la nazionale maggiore, mentre con la Roma si toglierà soprattutto la soddisfazione di vincere la Conference League nel 2021-2022, tornando da infortuni pesanti e demoralizzanti come le due rotture del crociato nel 2020. In seguito, però, il destino non sorriderà al classe '99, che, salutata la Capitale dopo esser stato messo ai margini della rosa nel 2023, comincia a girovagare tra Turchia (Galatasaray, dove vince il campionato) e Inghilterra (sponda Aston Villa), prima di tornare nel Bel Paese in maglia Atalanta, dove non riesce comunque a rilanciarsi. Da lì il ritorno alla Fiorentina, la quale prova a tentare la scommessa del rilancio del giocatore che non era riuscita a trattenere in Primavera. La nuova avventura, però, non si rivelerà anch'essa felice.
Il prestito alla Fiorentina (mercato invernale 2025) nasce con un’idea semplice: riportarlo in un contesto ambizioso (almeno sulla carta) dove la qualità atletica e tecnica di Zaniolo possa tornare “dominante” con ritrovata fiducia. Il contratto prevede un prestito con diritto di riscatto fissato a circa 15 milioni. Sul campo, però, la resa è tutt'altro che esaltante: 13 presenze tra campionato e Conference League, 0 gol e 0 assist. Soprattutto, il non essere riuscito a riemergere dai precedenti periodi bui e non aver ritrovato in Firenze una "vecchia alleata" per mettere in mostra quel talento che tanto aveva lasciato ben sperare nei suoi primi anni all'Entella ed a Roma. Le motivazioni? Probabilmente il modulo e le idee di Palladino. L'allora tecnico gigliato, infatti,lo riteneva “adattato” in una posizione non naturale. Non più trequartista di estro e potenza, bensì esterno, seconda punta o prima punta non adatta a quel 3-5-2 o 4-2-3-1 proposto dall'attuale allenatore dell'Atalanta. In tutto ciò, una situazione mentale non delle migliori causata dal non ritrovato feeling con il campo e con quelle prestazioni che in passato lo stavano proiettando nella lista dei top player del campionato italiano e non solo. Un nervosismo destabilizzante che condiziona fortemente la sua nuova esperienza a Firenze e che sfocia in seguito anche nello spiacevole episodio della rissa al Viola Park negli spogliatoi della Primavera della Roma Inevitabile, allora, il nuovo addio al giglio a fine stagione, con il giocatore che non viene riscattato e che torna al Galatasaray prima di accasarsi all'Udinese con la formula del prestito con diritto di riscatto.
E clamorosamente, in Friuli, Zaniolo, è tornato finalmente ad essere un calciatore entusiasmante e decisivo, quando ormai quasi nessuno se lo aspettava. Da "equivoco tattico" con Palladino a perno del gioco di Runjaic. Il tecnico tedesco adesso lo schiera proprio lì, libero di svariare dietro a una punta fisica come Davis. In stagione ha già segnato 6 reti e collezionato 6 assist tra Serie A e Coppa Italia, ma soprattutto ha trovato un qualcosa di più: la serenità e la fiducia in sé stesso. A 26 anni, nel pieno della sua maturità calcistica, dopo gravi infortuni e diverse stagioni piuttosto complicate, forse ha trovato finalmente la sua oasi felice. Le motivazioni? Si può supporre sempre un diverso feeling con compagni e, soprattutto allenatore, ma anche una nuova consapevolezza di come reinventarsi in campo. Non più un “io contro il mondo”, ma una seconda punta che vive tra le linee, attira raddoppi e libera spazio per il centravanti, fattore che stimola enormemente in questa stagione il compagno di reparto Keinan Davis. Da metter in evidenza, però, anche il fattore-pressione e ambiente. Vero, Firenze non è Roma, ma sicuramente anche i fiorentini sanno farsi sentire, ed anche bene, ed un giocatore ancora mentalmente non compattissimo potrebbe accusare una piazza come quella gigliata (per non parlare di quella romana). Fatto sta, che anche stasera Zaniolo ha messo in campo una prestazione più che convincente contro il Milan (smerciando anche assist), con i friulani che sono usciti corsari da San Siro. E forse, finalmente, il giocatore in cerca di eterna rivalsa alla fine l'ha trovata. Purtroppo non a Firenze.
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