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Sarri-Paratici, questione di feeling: un nuovo matrimonio sarebbe possibile?

Giovanni Zecchi
Giovanni Zecchi Redattore 
Cosa risulta sul rapporto tra Paratici e Sarri

Dicesi “feeling”: intesa, sintonia, complicità che si stabilisce fra due o più persone per affinità di sentimenti e sensibilità. Quella tra Fabio Paratici e Maurizio Sarri è una storia di feeling. Di scintille mai scattate, che hanno condizionato il loro rapporto. È giusto però partire dalla fine di questa storia. In particolare, dalle recenti dichiarazioni del ds viola al Corriere della Sera: “Maurizio Sarri ha vinto uno scudetto alla Juventus, anche se molti non se lo ricordano”. (INTERVISTA A PARATICI)

Potrebbero sembrare semplici parole di elogio per un’annata positiva, ma non se ti siedi sulla sedia del Viola Park e parli di un vero e proprio “pallino” della piazza fiorentina. Non a caso, con la posizione di Paolo Vanoli sempre in bilico, il nome dell’attuale allenatore della Lazio è tornato a circolare nei vicoli del capoluogo toscano.

Eppure, quello tra Paratici e Sarri non è mai stato un rapporto idilliaco, anzi. Tutto nasce nell’estate del 2019, quando il tecnico toscano arriva alla Juventus dopo l’addio di Massimiliano Allegri. Fin da subito iniziano a comparire le prime crepe con l’ambiente torinese. Sarri è un personaggio rustico, abituato a vestirsi sempre in tuta sportiva. La dirigenza bianconera però mette subito in chiaro l’importanza dello stile, “obbligandolo” a vestirsi in modo elegante almeno per la presentazione ufficiale. Così fu, ma già da questi piccoli dettagli si capì che qualcosa non avrebbe funzionato.

Alla base di tutti i problemi c’era il mancato feeling, appunto, con squadra e giocatori: Cristiano Ronaldo su tutti, ma anche elementi come Emre Can, escluso dalla lista Champions in maniera sorprendente. Tant’è che lo stesso Fabio Paratici rimase “stranito” dalla decisione. I giocatori bianconeri non crearono mai un vero rapporto con l’allenatore toscano che, a fine stagione, dopo la vittoria dello scudetto, venne esonerato. L’eliminazione agli ottavi di Champions League contro il Lione pesò in maniera importante sul giudizio del tecnico.

Anche se, a fine stagione, fu lo stesso Paratici a spiegare questa decisione: “Le nostre valutazioni le avevamo già fatte tra di noi, non è una partita che decide il destino di un allenatore. Le nostre valutazioni sono frutto di una stagione, non di una partita. Non nello spogliatoio e nemmeno in un momento dato, nel senso che non c’è un episodio o un momento. Le stagioni sono lunghe e ci sono tante cose che scatenano riflessioni, pensieri e considerazioni. Questo è stato il frutto di una stagione, tra l’altro lunghissima, difficilissima, complicatissima in tutti i sensi. Siamo arrivati a questa considerazione nel finale di stagione, questo anche vincendo lo scudetto”.

Parole chiare che pongono la parola fine sul rapporto Sarri-Paratici. Anni dopo, anche l’allenatore ha spiegato il perché della separazione con la Juventus: “Pochi mesi dopo che ero lì dissi al direttore (Paratici ndr) che quella era una squadra a fine ciclo e che quindi c’era la necessità di intervenire”.

Una richiesta non accolta dall’attuale direttore sportivo della Fiorentina. Un feeling travagliato, pieno di insidie, che però non mette a tacere le voci che vedrebbero Maurizio Sarri sulla panchina viola la prossima stagione. Il rapporto tra i due, in realtà, non è irrecuperabile, ma è chiaro che non sia così idilliaco da dare inizio a un nuovo progetto a tinte viola. Detto ciò, nel calcio tutto è possibile e ogni tipo di rapporto è facilmente ripristinabile. Perché, dopo tutto, è solo questione di feeling. Sarri e Paratici lo sanno bene.