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Perché la difesa a tre nella Fiorentina non funziona

Matteo Torniai Redattore 

C’è poi un dato che più di ogni altro certifica la distanza tra i due sistemi. Con la difesa a tre la Fiorentina ha segnato 12 gol e ne ha subiti 29, un saldo pesantemente negativo. Con la linea a quattro, invece, i gol realizzati salgono a 18 e quelli incassati scendono a 13: numeri che non solo migliorano la produzione offensiva, ma restituiscono anche una solidità diversa, più coerente con l’idea di equilibrio che teoricamente dovrebbe garantire il 3-5-2. È un paradosso evidente: il modulo nato per coprire di più finisce per esporre maggiormente, mentre quello che prevede una linea difensiva più “leggera” offre maggiori garanzie complessive.

Allargando lo sguardo al totale stagionale, le 42 reti subite in campionato rappresentano già un campanello d’allarme significativo: sono una in più rispetto all’intero bottino di gol concessi nel 2024-25 e solo una in meno rispetto alla media delle reti incassate negli ultimi tre campionati. Anche il dato offensivo non conforta: i 30 gol segnati, a undici giornate dalla fine, equivalgono a circa la metà della media realizzativa delle ultime quattro stagioni.

La scelta di tornare alla difesa a tre contro l’Udinese è stata "forse" condizionata dalle assenze (Solomon su tutti), ma ha riportato alla luce tutti i limiti strutturali già evidenziati. Più possesso non significa più controllo reale, e meno palle perse non equivale a meno pericoli subiti. Senza verticalità, senza passaggi chiave, senza profondità, il dominio resta estetico. E in una stagione in cui la classifica resta delicata, i numeri suggeriscono con chiarezza quale sia l’abito tattico più adatto a questa Fiorentina.

Statistiche di Roberto Vinciguerra e di Whoscored.com

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