C’è poi un dato che più di ogni altro certifica la distanza tra i due sistemi. Con la difesa a tre la Fiorentina ha segnato 12 gol e ne ha subiti 29, un saldo pesantemente negativo. Con la linea a quattro, invece, i gol realizzati salgono a 18 e quelli incassati scendono a 13: numeri che non solo migliorano la produzione offensiva, ma restituiscono anche una solidità diversa, più coerente con l’idea di equilibrio che teoricamente dovrebbe garantire il 3-5-2. È un paradosso evidente: il modulo nato per coprire di più finisce per esporre maggiormente, mentre quello che prevede una linea difensiva più “leggera” offre maggiori garanzie complessive.
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Perché la difesa a tre nella Fiorentina non funziona
Allargando lo sguardo al totale stagionale, le 42 reti subite in campionato rappresentano già un campanello d’allarme significativo: sono una in più rispetto all’intero bottino di gol concessi nel 2024-25 e solo una in meno rispetto alla media delle reti incassate negli ultimi tre campionati. Anche il dato offensivo non conforta: i 30 gol segnati, a undici giornate dalla fine, equivalgono a circa la metà della media realizzativa delle ultime quattro stagioni.
La scelta di tornare alla difesa a tre contro l’Udinese è stata "forse" condizionata dalle assenze (Solomon su tutti), ma ha riportato alla luce tutti i limiti strutturali già evidenziati. Più possesso non significa più controllo reale, e meno palle perse non equivale a meno pericoli subiti. Senza verticalità, senza passaggi chiave, senza profondità, il dominio resta estetico. E in una stagione in cui la classifica resta delicata, i numeri suggeriscono con chiarezza quale sia l’abito tattico più adatto a questa Fiorentina.
Statistiche di Roberto Vinciguerra e di Whoscored.com
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