Mastantuono fatica nell'avvio con la Fiorentina. Comuzzo spiega come lo ha limitato: fisicità e invito ad andare sul destro, lontano dal suo mancino.

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Le aspettative erano inevitabilmente alte, ma l'inizio dell'avventura di Franco Mastantuono con la Fiorentina non ha ancora mostrato il talento ammirato negli ultimi anni. Anche nell'ultima uscita l'argentino ha faticato a trovare continuità all'interno della partita, finendo per lasciare il campo già all'intervallo. Un'altra serata complicata all'interno di un avvio di stagione difficile per tutta la squadra viola, nel quale il classe 2007 non è ancora riuscito a lasciare il segno con gol o assist.

A rendere ancora più interessante la sua prestazione sono state le parole pronunciate nel post partita da Pietro Comuzzo, che conosce bene l'ambiente viola e si è trovato spesso a dover fronteggiare l'argentino. Il difensore ha raccontato con grande semplicità il piano utilizzato per limitarlo: "È un ottimo giocatore, un mancino bravissimo. Ho cercato di fargli sentire la presenza fisica e di portarlo sul destro il più possibile. Ho cercato di sfruttare a mio vantaggio questa sua piccola debolezza".

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Il mancino è un'arma, ma non può diventare un limite

È proprio questo il primo tema sul quale Mastantuono dovrà lavorare. Il suo modo di giocare è chiaramente legato al piede sinistro: ama ricevere partendo da destra, entrare verso il centro e cercare la giocata con il mancino. Una caratteristica che può diventare devastante quando riesce a guadagnarsi lo spazio necessario, ma che rischia di renderlo più facile da leggere quando l'avversario riesce a impedirgli di andare nella sua zona preferita.

Comuzzo ha fatto esattamente questo: presenza fisica, poca libertà di girarsi e invito costante ad utilizzare il destro. Non servono necessariamente marcature particolarmente sofisticate se il difensore riesce a togliere al numero offensivo la soluzione che predilige. Ed è qui che nasce la domanda: può davvero bastare un marcatore attento e disciplinato per ridurre così tanto l'impatto di un giocatore dalle qualità di Mastantuono?

I segnali ci sono, manca ancora la continuità

Questo non significa che nelle prime partite non si siano viste qualità. In alcune occasioni Mastantuono è riuscito a creare pericoli grazie alla sua tecnica e alla facilità con cui cerca la conclusione, mostrando perché la Fiorentina abbia deciso di puntare su di lui. Il problema, almeno fino a questo momento, è riuscire a incidere con la stessa efficacia per tutta la durata della gara e soprattutto quando gli avversari gli negano il movimento verso il centro.

Il calcio italiano, d'altronde, obbliga spesso i giocatori offensivi a trovare rapidamente delle contromisure. Dopo poche partite gli avversari studiano movimenti e preferenze e cercano di eliminare le giocate più pericolose. Per Mastantuono il passo successivo sarà proprio questo: aggiungere alternative, attaccare maggiormente la profondità, utilizzare anche il piede debole e diventare meno prevedibile quando riceve sull'esterno.

Nessuna sentenza, ma una prima lezione italiana

Sarebbe comunque sbagliato trasformare queste difficoltà iniziali in una bocciatura definitiva. Mastantuono è giovanissimo, è arrivato in un campionato nuovo e sta entrando nei meccanismi di una Fiorentina che, a sua volta, deve ancora trovare equilibrio e continuità. Il talento non è in discussione e proprio per questo il margine di crescita resta enorme.

Le parole di Comuzzo, però, offrono quasi una prima lezione di Serie A per l'argentino. Le sue qualità ormai sono conosciute e gli avversari proveranno sempre più spesso a portarlo lontano dal mancino e dentro duelli fisici. Toccherà a Mastantuono, insieme a Grosso, trovare le risposte. Perché se basta chiudergli il sinistro per limitarlo, allora la prossima evoluzione del suo gioco dovrà partire proprio da lì.

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