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Mancano ancora quindici punti, il Lecce ha vinto. Senza Gud la Viola gioca meglio

Enzo Bucchioni Editorialista 
Como deve essere solo l'inizio: se la Fiorentina vuole salvarsi continui su quella strada

La strada è quella giusta, aggiungo solo un finalmente. S’è vista una bella Fiorentina, sono tre giorni che lo ripetiamo e non mi dilungo oltre. Non firmo mai il risultato prima di giocare, ma a Como avrei accettato di buon grado un pareggio. È arrivata la vittoria, il massimo. Avanti così anche se sarà ancora dura come dimostra la vittoria del Lecce a Cagliari. Nessuno molla un millimetro [LA CLASSIFICA AGGIORNATA].

Il riscatto a Como

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La gradevole sorpresa di Como però è frutto di una prestazione finalmente da squadra nelle due fasi, offensiva e difensiva. I difensori più protetti dai compagni e con meno spazio da difendere, hanno dato il meglio, sono riusciti a stare compatti, hanno vinto duelli, sono finite le sbavature e i troppi uno contro uno che mettono sempre in difficoltà. Vanoli ci aveva deluso con il Torino, questa volta si è riscattato. Mi piace pensare che la formazione di Como, assolutamente coraggiosa, con tre attaccanti dall’inizio, sia frutto di un dibattito interno, magari con Paratici. Sicuramente l’allenatore ha avuto carta bianca, la sua idea è stata supportata e appoggiata. Credo che la chiave della vittoria sia tutta qui, nell’aver messo in campo due esterni come Harrison e Solomon (per la prima volta assieme dall’inizio) con Kean. Li conoscevo, ma non benissimo. Li avevo visti bravi nell’uno contro uno, nella fase offensiva, non pensavo fossero così disciplinati tatticamente e mentalmente predisposti a difendere. Il loro lavoro è stato fondamentale perché in fase di non possesso la Fiorentina è riuscita sempre a chiudersi in un 4-5-1 con Harrison e Solomon molto bravi a contendere palla sull’esterno e ripartire. La squadra viola così ha avuto sempre la superiorità numerica in mezzo al campo e il Como ha perso spesso palla e spesso è stato fermato.

Il tema Gudmundsson

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Unito a questo aspetto tattico ovviamente ha aiutato anche la mentalità da provinciale, finalmente acquisita. Tutti hanno lottato su ogni palla e su ogni centimetro, giocando anche una partita sporca quando ce n’è stato bisogno. Per salvarsi bisogna fare così. Parisi ha pure esagerato, spero non vada oltre, la prossima volta gli arbitri non lo perdoneranno, lo sappia. Soprattutto dopo quello successo con Bastoni. Comunque bene questa Fiorentina operaia in certi momenti, ma anche capace di giocare. Dico una cosa banale, ma fondamentale: deve essere solo l’inizio. Servono diverse altre partite come questa, ora si deve dare continuità, non basta una vittoria prestigiosa in trasferta se non a far vedere meno fantasmi e allontanare un po' le paure. Se il campionato finisse oggi la Fiorentina sarebbe comunque retrocessa, non si deroga dall’idea che tutte le gare devono essere affrontate come fossero l’ultima, con una posta enorme in palio, la testa andrà rialzata soltanto dopo il traguardo. Ma la Fiorentina è sembrata funzionare, anche senza Gudmundsson. E questo è un grande tema. Senza l’islandese ho visto una squadra più logica, più ordinata, con compiti tattici chiari e rispettati, i giocatori hanno dato l’impressione di tenere meglio le distanze e i ruoli. Con Gud in campo c’è un anarchico, molto bravo, ma anarchico. Va dove vuole, fa saltare l’armonia, a volte rallenta il gioco, difende male, nel calcio che sta chiedendo Vanoli e con questa situazione di classifica è un lusso del quale si può (si deve?) fare a meno? Sicuramente è una riflessione da fare perché a Como s’è visto un equilibrio che prima non c’era o c’era solo raramente.

Pro e contro della Conference

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E sempre a proposito di riflessioni, c’è da decidere cosa fare della Conference. Due spareggi difficili con la Jagiellonia prima di Pisa e Udinese (entrambe spostate a lunedì) possono essere giocati al meglio o rischiano di far saltare il piano-salvezza? Questa squadra è mentalmente e fisicamente pronta ai due impegni? I rischi ci sono, darei fiato al turn over soprattutto nella trasferta gelata e complicata in Polonia. Per il resto credo ci sia una rosa abbondante, una formazione in grado di competere con la Jagielloniac’è. Penso a Kouadio e Fortini, Mandragora che col Pisa sarà squalificato, Fazzini, Ndour, Fabbian e Piccoli, tutti giocatori in grado di non sfigurare. Poi, vista l’emergenza, si può anche decidere di uscire, ma questa è una valutazione che spetta alla società con i tecnici e i sanitari, analizzati tutti i pro e i contro. Una gara europea, al limite, può anche servire per schierare chi gioca meno e far crescere l’autostima. Tutto da valutare con grande attenzione, ma adesso c’è chi il calcio lo conosce, saranno decisioni prese con gli obiettivi e i risvolti chiari.