Il tema Gudmundsson
—Unito a questo aspetto tattico ovviamente ha aiutato anche la mentalità da provinciale, finalmente acquisita. Tutti hanno lottato su ogni palla e su ogni centimetro, giocando anche una partita sporca quando ce n’è stato bisogno. Per salvarsi bisogna fare così. Parisi ha pure esagerato, spero non vada oltre, la prossima volta gli arbitri non lo perdoneranno, lo sappia. Soprattutto dopo quello successo con Bastoni. Comunque bene questa Fiorentina operaia in certi momenti, ma anche capace di giocare. Dico una cosa banale, ma fondamentale: deve essere solo l’inizio. Servono diverse altre partite come questa, ora si deve dare continuità, non basta una vittoria prestigiosa in trasferta se non a far vedere meno fantasmi e allontanare un po' le paure. Se il campionato finisse oggi la Fiorentina sarebbe comunque retrocessa, non si deroga dall’idea che tutte le gare devono essere affrontate come fossero l’ultima, con una posta enorme in palio, la testa andrà rialzata soltanto dopo il traguardo. Ma la Fiorentina è sembrata funzionare, anche senza Gudmundsson. E questo è un grande tema. Senza l’islandese ho visto una squadra più logica, più ordinata, con compiti tattici chiari e rispettati, i giocatori hanno dato l’impressione di tenere meglio le distanze e i ruoli. Con Gud in campo c’è un anarchico, molto bravo, ma anarchico. Va dove vuole, fa saltare l’armonia, a volte rallenta il gioco, difende male, nel calcio che sta chiedendo Vanoli e con questa situazione di classifica è un lusso del quale si può (si deve?) fare a meno? Sicuramente è una riflessione da fare perché a Como s’è visto un equilibrio che prima non c’era o c’era solo raramente.
Pro e contro della Conference
—E sempre a proposito di riflessioni, c’è da decidere cosa fare della Conference. Due spareggi difficili con la Jagiellonia prima di Pisa e Udinese (entrambe spostate a lunedì) possono essere giocati al meglio o rischiano di far saltare il piano-salvezza? Questa squadra è mentalmente e fisicamente pronta ai due impegni? I rischi ci sono, darei fiato al turn over soprattutto nella trasferta gelata e complicata in Polonia. Per il resto credo ci sia una rosa abbondante, una formazione in grado di competere con la Jagielloniac’è. Penso a Kouadio e Fortini, Mandragora che col Pisa sarà squalificato, Fazzini, Ndour, Fabbian e Piccoli, tutti giocatori in grado di non sfigurare. Poi, vista l’emergenza, si può anche decidere di uscire, ma questa è una valutazione che spetta alla società con i tecnici e i sanitari, analizzati tutti i pro e i contro. Una gara europea, al limite, può anche servire per schierare chi gioca meno e far crescere l’autostima. Tutto da valutare con grande attenzione, ma adesso c’è chi il calcio lo conosce, saranno decisioni prese con gli obiettivi e i risvolti chiari.
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