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La metamorfosi diagonale di Parisi

La metamorfosi diagonale di Parisi - immagine 1
Solo una ritrovata stima del giocatore o intuizione giusta di Vanoli?
Saverio Pestuggia
Saverio Pestuggia Direttore responsabile 

In un'annata certamente non esaltante della squadra c'è una fiammella che si è accesa con una certa costanza: quella di Fabiano Parisi che da seconda scelta (a volte anche terza) come laterale sinistro si è inventato un ruolo da esterno alto a destra dove sta fornendo prestazioni interessanti. E' solo perché il ragazzo sta attraversando un momento positivo che aumenta la sua autostima oppure possiamo dire che questa sia stata una giusta intuizione di Paolo Vanoli?

Sicuramente la mossa di Vanoli è stata propedeutica per rivitalizzare un giocatore arrivato nell'estate 2023 da Empoli con tante aspettative, ma che nei primi due campionati completati ha giocato solo 45 partite molto spesso non arrivando a convincere tecnici, stampa e tifosi. Il mister viola per scelta o per necessità lo ha spostato esterno alto a destra cambiando radicalmente il suo compito in campo e Parisi ha risposto alla grande risultando spesso, anche ieri sera, tra i migliori in campo.

Cerchiamo di analizzare il perché di tale rivalutazione tecnico tattica. Giocando sulla fascia sinistra Parisi, che usa quasi esclusivamente il mancino, trova spesso il canale chiuso dall'avversario e dalla linea laterale e spesso è costretto, partendo largo, a girarsi verso destra e appoggiare indietro. Inoltre il fisico non è quello di un colosso e a volte in fase difensiva si è trovato in difficoltà con attaccanti potenti contro i quali può usare solo la sua grande rapidità e velocità.

Spostandosi sul lato destro si trova la linea del fallo laterale sul piede debole, ha spazio alla sua sinistra per entrare in campo ed eventualmente cambiare poi direzione. In più i suoi compiti difensivi sono meno importanti anche se spesso, anche ieri sera, aiuta il compagno di fascia con raddoppi e diagonali interessanti. Anche ieri sera si è notato un Parisi molto più scintillante nel primo tempo (alto a destra) piuttosto che nella ripresa (basso a sinistra). Mancando Solomon il buon Fabiano è uno dei pochi che riesce a dribblare gli avversari puntandoli, anche se a volte la sua azione non è molto ordinata forse perché deve assorbire al meglio i compiti del nuovo ruolo.

Quindi dopo tante critiche è giusto riconoscere a Parisi e anche a Vanoli i meriti di una rinascita che non è occasionale ma ormai quasi definitiva.