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Kean: con Esposito brilla, ma con Piccoli? Perché una coppia funziona e una no

Kean e Pio Esposito, coppia perfetta: in Nazionale il loro primo vero incrocio "d'amore". E Piccoli in viola: terzo incomodo o potenziale partner? Cosa manca per far sbocciare l'intesa
Matteo Torniai Redattore 
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Il gol di Moise Kean contro l’Irlanda del Nord, quello del 2-0 che ha chiuso la semifinale playoff, è stato molto più di una semplice giocata individuale. È stato il punto di arrivo di una prestazione in crescita e, allo stesso tempo, il punto di partenza per una riflessione più ampia: quella sulla possibile (nuova) coppia offensiva con Pio Esposito e sulle implicazioni che questo discorso può avere anche per la Fiorentina.

Perché ciò che si è visto nella ripresa della gara della Nazionale non è stato casuale. Con Retegui in campo, nel primo tempo, l’Italia ha faticato (complice anche l'ermetico 5-4-1 dei nordirlandesi) a creare connessioni offensive: attacco statico, pochi movimenti complementari, scarsa attivazione degli attaccanti. L’ingresso di Pio Esposito ha cambiato un po' il quadro. Non solo per la qualità della giocata al minuto 65, quando serve un filtrante perfetto per Kean, ma per l’interpretazione complessiva del ruolo: più partecipazione, più letture, più capacità di uscire dalla linea.