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Gudmundsson, Fortini e le possibili sorprese: i dubbi di Vanoli per Udine

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Udinese-Fiorentina pesa come un macigno. E, di conseguenza, anche per chi scenderà in campo.
Giovanni Zecchi
Giovanni Zecchi Redattore 

Udinese-Fiorentina pesa come un macigno. Lo sanno al Viola Park, da Vanoli ai giocatori, passando per la dirigenza viola. Tutti comprendono l’importanza della sfida di Udine, soprattutto dopo quanto accaduto a Lecce e Cremonese. Per questo motivo ieri Paolo Vanoli ha cercato la soluzione migliore per affrontare la squadra di Runjaic in un momento di piena emergenza. Fuori Solomon e Dodò, la rosa viola deve fare i conti con assenze tutt’altro che semplici da gestire. Ed è proprio qui che, tra le mura del Viola Park, si è provato a individuare un piano B: una scelta a sorpresa capace di mettere in campo una squadra solida, senza stravolgere l’assetto di gioco visto nelle ultime uscite. Se si esclude il disastro sfiorato contro lo Jagiellonia, la Fiorentina aveva trovato una propria identità, emersa soprattutto nelle gare con Como e Pisa. Cambiare gli uomini, non la mentalità.

Il lavoro di ieri è partito dalla difesa, dove la squalifica di Dodò lascia sulla destra un “buco” grande come una casa. Il primo indiziato a prendere il posto del brasiliano resta Fortini, ma le difficoltà del giovane terzino non sono passate inosservate. Vanoli ha grande fiducia in lui, ma la Fiorentina non può permettersi altri passi falsi. Per questo motivo sono stati provati anche Comuzzo e il giovane Kouadio. Il primo sta attraversando un periodo complicato e, al Viola Park, nessuno vuole caricargli addosso responsabilità eccessive, schierandolo in un ruolo non suo. Il secondo, invece, potrebbe rappresentare la soluzione a sorpresa, avallata dallo stesso Vanoli.

In questo contesto va considerata anche la posizione di Parisi, vero jolly della rosa viola. L’ex Empoli potrebbe essere schierato a destra o addirittura avanzato nel ruolo di esterno. Tutto dipenderà dalle condizioni di Gosens, convocato con una maschera protettiva, e da quelle di Albert Gudmundsson.Entrambi hanno dato risposte positive all’allenatore, che potrebbe decidere di sfruttare la duttilità di Parisi per ovviare alle assenze attuali.

E così si arriva al secondo nodo da sciogliere della formazione viola: Albert Gudmundsson. Il numero 10 rientra dopo un infortunio alla caviglia e contro lo Jagiellonia è sceso in campo per una ventina di minuti, solo a causa dell’uscita forzata di Solomon. Chi conosce lo staff medico del Viola Park sa che forzare il rientro di un giocatore è sempre l’ultima opzione. Per questo, nella giornata di ieri, Jacopo Fazzini ha scaldato i motori. La prova di giovedì è stata deludente, ma in una situazione di emergenza servono davvero tutti. Dall’altra parte, l’islandese ha rassicurato sulle proprie condizioni: resta da capire se Vanoli si affiderà alle sensazioni del giocatore o se opterà per una gestione a gara in corso.

Udinese-Fiorentina pesa come un macigno. E, di conseguenza, anche per chi scenderà in campo.