VIOLA NEWS esclusive le nostre esclusive Grosso è pronto per Firenze, o viceversa? Modulo, Kean e valorizzazioni in carriera

esclusive

Grosso è pronto per Firenze, o viceversa? Modulo, Kean e valorizzazioni in carriera

Matteo Torniai Redattore 

Il tema più interessante, in chiave Fiorentina, è però un altro: la valorizzazione dei giocatori. È qui che Grosso costruisce una parte importante della sua credibilità recente. Muharemović passa da 1,2 milioni a 20 milioni di valore in circa due stagioni, con una crescita di 18,8 milioni. Koné cresce di 11 milioni in una sola stagione. Muric arriva a 2,5 milioni. Idzes si inserisce in un contesto simile di crescita strutturata.

È un modello coerente con una filosofia precisa: il giocatore non viene adattato al sistema, ma il sistema viene modellato sulle sue caratteristiche. Questo si riflette anche nelle dinamiche tattiche del Sassuolo, dove esterni come Laurienté e Berardi vengono valorizzati attraverso isolamento, ampiezza e duelli individuali, mentre i centrocampisti come Koné e Thorstvedt vengono esaltati nella gestione delle transizioni e del controllo del ritmo.

Per la Fiorentina questo è un punto decisivo, perché negli ultimi anni il club ha spesso investito cifre importanti senza ottenere una crescita proporzionale del valore dei giocatori. L’effetto è stato, in diversi casi, una stagnazione o una svalutazione progressiva, tra prestiti, cessioni non soddisfacenti o minusvalenze. In questo senso, il profilo di Grosso rappresenta una discontinuità culturale: non tanto per l’idea di gioco, quanto per il modo in cui costruisce valore tecnico ed economico.

Dopo un'annata del genere e il mercato "faraonico" (per la Fiorentina) della scorsa estate, un profilo in grado di riassestare l'ambiente e di valorizzare il materiale a disposizione è forse la scelta più adatta. Poi certo, il legame con Paratici non guasta. E considerando il suo lungo contratto, scegliere un allenatore con cui avviare, con decisione, un progetto pluriennale non è assolutamente una possibilità remota.

Resta però la domanda iniziale

I numeri dicono che è un allenatore da costruzione, con media punti complessiva stabile nelle esperienze di medio periodo: 1,78 al Sassuolo, 1,74 al Frosinone, 1,61 al Bari, 1,44 al Verona. Le difficoltà emergono soprattutto nei contesti di emergenza o di alta instabilità immediata, come Brescia, Sion e Lione.

Il suo profilo, più che quello di un gestore di pressione immediata, è quello di un tecnico che funziona quando ha tempo, struttura e un progetto chiaro. La Fiorentina, in questo senso, dovrebbe decidere prima di tutto che tipo di progetto vuole diventare: una squadra da risultato immediato o un club che punta a ricostruire valore tecnico e patrimoniale nel medio periodo.

Ecco che la domanda si potrebbe ribaltare: la Fiorentina è pronta a prendere un allenatore come Grosso? Scegliere l'allenatore del Sassuolo, oggi, non vorrebbe dire obbligatoriamente ridimensionamento, ma forse, si spera, programmazione.