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Grosso è pronto per Firenze, o viceversa? Modulo, Kean e valorizzazioni in carriera

Matteo Torniai Redattore 

Il primo banco di prova nel calcio professionistico arriva al Bari, in Serie B, dove chiude con 46 partite, 20 vittorie, 14 pareggi e 12 sconfitte, con una media punti di 1,61. È una squadra ordinata, non dominante, ma già riconoscibile nella struttura. L’anno successivo al Verona il rendimento resta simile sul piano numerico: 36 partite, 13 vittorie, 13 pareggi, 10 sconfitte, media punti 1,44. Qui emerge però una prima criticità strutturale del suo percorso: la difficoltà nel compiere il salto definitivo quando la pressione ambientale aumenta e il progetto non ha tempo di consolidarsi.

Il passaggio al Brescia in Serie A è infatti uno dei momenti più complicati della sua carriera: 3 partite, 0 vittorie, 0 pareggi, 3 sconfitte. Un’esperienza brevissima, segnata anche da dinamiche interne complesse (una lite con Balotelli in allenamento) e da un contesto tecnico poco stabile, che non gli permette di incidere.

Segue il passaggio al Sion, in Svizzera, dove il dato resta negativo: 25 partite, 5 vittorie, 10 pareggi, 10 sconfitte, media punti 1,00. La squadra chiude con 1,20 gol fatti e 1,60 subiti di media, e Grosso viene esonerato con il club nella parte bassa della classifica. Anche qui il tema non è tanto l’idea di gioco, quanto la difficoltà di tradurla in risultati immediati in un contesto competitivo poco strutturato.

Frosinone: la consacrazione tattica e la promozione

Il salto successivo è al Frosinone, ed è probabilmente la tappa che definisce la sua maturità da allenatore. In totale registra 86 partite, 42 vittorie, 24 pareggi e 20 sconfitte, con una media punti di 1,74. Il dato più rilevante però arriva nella stagione 2022-23, quando guida il club alla promozione in Serie A con una gestione progressiva e strutturata del gruppo, ottenendo anche la vittoria del campionato di Serie B. Qui emerge in modo netto il suo tratto distintivo: la capacità di costruire un’identità nel medio periodo. In Ciociaria arriva nel 2021. Dunque, prima dell'exploit definitivo della rosa, Grosso ha necessitato di una stagione di assestamento.

Lione: il limite delle grandi piazze

Dopo il Frosinone arriva la parentesi al Lione, probabilmente la più complessa della sua carriera. In Francia registra 7 partite, 1 vittoria, 2 pareggi e 4 sconfitte, media punti 0,71, in un contesto già compromesso e con la squadra ultima in classifica. L’esperienza si chiude rapidamente anche a causa di un ambiente instabile e di un episodio traumatico extra-campo, che lo coinvolge direttamente nel contesto degli incidenti di Marsiglia, dove rimane ferito durante l’aggressione al pullman della squadra. Un passaggio che, più che tecnico, segna la fragilità del contesto.

Sassuolo: la maturazione definitiva

Il punto di svolta recente è però il Sassuolo. Qui i numeri tornano a essere solidi: 77 partite, 41 vittorie, 14 pareggi e 22 sconfitte, con una media punti di 1,78. La squadra segna 1,62 gol a partita e ne subisce 1,19. Nella stagione 2024-25 arriva la promozione in Serie A con cinque giornate d’anticipo e un dato storico: 78 gol in Serie B, record assoluto a 20 squadre. È una squadra che unisce produzione offensiva e struttura, con una chiara identità posizionale.

Il sistema di gioco è stabile: 4-3-3 come base, con trasformazioni in 3-3-4 in fase offensiva e adattamenti in 4-2-3-1 in situazioni di svantaggio. La costruzione è ordinata, con coinvolgimento del portiere e dei terzini, centrocampo a tre molto posizionale e attacco che lavora più sulla relazione tra gli uomini che sulla profondità pura. Non è un calcio caotico, ma nemmeno estremamente fluido negli scambi: la struttura resta un punto fermo.