L’inspiegabile, il dubbio e l’alibi. Questi tre sostantivi, degni del titolo di un film di Sergio Leone, raccontano bene il momento complicato del mercato viola. La Fiorentina è al lavoro per completare la rosa a disposizione di Paolo Vanoli, alla ricerca di profili realmente utili alla causa. Tuttavia, dopo una partenza sprint, le trattative sembrano essersi improvvisamente arenate e la preoccupazione dei tifosi cresce giorno dopo giorno. Proprio partendo da questi tre concetti è possibile analizzare a 360 gradi la gestione di questa sessione di mercato da parte della dirigenza viola.

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L’alibi di Goretti e Paratici, ma un aspetto è inspiegabile. Serve un Raspadori?
L’INSPIEGABILE
—Nicolussi Caviglia è un nuovo giocatore del Parma. L’ufficialità, arrivata nella giornata di ieri, ha sancito l’ultima cessione in casa Fiorentina. Nulla da eccepire sull’addio in sé o sulle modalità dell’operazione; restano però incomprensibili le tempistiche. L’ex Venezia rappresentava infatti l’unica vera alternativa a disposizione di Paolo Vanoli per far rifiatare Nicolò Fagioli. Cederlo proprio il giorno della partita in cui sarebbe tornato titolare appare una scelta difficilmente spiegabile.
Anche perché, al suo posto, è stato impiegato Ndour e la gara contro il Como ha evidenziato ancora una volta i limiti dell’ex PSG. Perché allora non attendere? La Lazio, ad esempio, lo ha fatto con Guendouzi, sceso addirittura in campo contro la Fiorentina nonostante l'imminente cessione al Fenerbahce. Nicolussi Caviglia ha mostrato diversi limiti, e la cessione può essere condivisibile, ma vista la difficoltà nel trovare un vice Fagioli avrebbe avuto senso trattenerlo almeno fino alla chiusura del mercato, o quantomeno fino alla certezza del sostituto.
IL DUBBIO
—Sul taccuino di Fabio Paratici le priorità sono chiare: un difensore centrale e un centrocampista. Tuttavia, alla luce degli ultimi avvenimenti in casa viola — con Piccoli non al meglio e Kean alle prese con il solito problema alla caviglia — sorge spontanea una domanda: ha senso cercare anche una soluzione offensiva? Chiederselo è naturale, molto meno riuscire a concretizzarlo.
Anche perché, considerando i tempi delle ultime trattative, chiudere tre nuovi acquisti entro le 20 di lunedì appare un’impresa tutt’altro che semplice. «Non serve un altro attaccante», aveva ammesso Paolo Vanoli qualche giorno fa, ma a questa rosa farebbe comodo un jolly capace di giocare sia da punta sia da esterno, magari a destra. Un profilo alla Raspadori, per intenderci. Chissà, forse Paratici riuscirà a stupire tutti con un colpo a sorpresa, ma è evidente che, al momento, le priorità restano altre.
L’ALIBI
—E arriviamo al grande alibi a disposizione della dirigenza viola. Il ritardo è evidente, ma è altrettanto noto quanto sia complicato operare nel mercato di gennaio. Basta guardare alle big del campionato: l’Inter non è riuscita a chiudere per Perisic e Diaby, incassando due rifiuti pesanti; la Juventus sta provando in ogni modo a convincere PSG e Tottenham a cedere Kolo Muani.
Questi sono solo due esempi che dimostrano quanto sia difficile acquistare a gennaio, soprattutto se ti chiami Fiorentina e disponi di una delle rose meno competitive del campionato. Questo è il principale alibi per Paratici e Goretti, ma la sensazione è che non basterà a giustificare un mercato che, finora, procede a rilento.
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