Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa ventunesima puntata la nostra redazione ha contattato Filippo Pucci, presidente Associazione Centro Coordinamento Viola Club.

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Filippo Pucci: “Grosso non porta entusiasmo, che venga abolita la mediocrità”
Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?
“Ci siamo già espressi pochi giorni fa con una lettera ufficiale rivolta alla proprietà e al direttore sportivo Paratici. Adesso aspettiamo di vedere che cosa succede. Come la pensiamo l’abbiamo detto, la palla è nell’altra metà campo. A Grosso diamo il benvenuto, ma non sono questi i nomi che riportano entusiasmo. Kean e Gudmundsson possono andarsene, come chiunque altro. Dopo un’annata come questa mi sembra logico. Se vogliamo costruire bisogna farlo, ma se poi si vendono giocatori promettenti come Kayode è inutile. Quanto alla Proprietà non vorrei aggiungere altro a quanto già scritto e detto”.
Il ricordo più bello?
“Ce ne sono tanti. La vittoria della Coppa Italia a Bergamo, la Supercoppa a Milano. La vittoria a Liverpool e quella a Wembley contro l’Arsenal con il gol di Batistuta. Del secondo scudetto ho dei flash perché avevo solo sei anni, ma ricordo che ovunque si entrava, nei grandi magazzini o altri negozi, c’era sempre qualcosa di viola e di Fiorentina, e poi ricordo il taglio dei capelli a Ferrante in diretta tv”.
L’augurio per il centenario?
“Che venga abbattuta la mediocrità e i tifosi possano tornare a sognare”.
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