Antologia degli... errori
—La serie americana del 2017 ci fornisce un assist per un gioco di parole con orrori/errori: purtroppo inizia ad assomigliare ad una raccolta, sinonimo di antologia: Ranieri contro l'Udinese, Moreno e Comuzzo contro il Napoli, Comuzzo in tandem con Adli contro il Torino. Ci possiamo mettere anche le trasferte in casa di Juventus e Monza, con errori un po' diversi, più di posizionamento e marcatura, sempre di Comuzzo (allo Stadium) e Adli (in Brianza). Ma sono quelli commessi al Franchi i più clamorosi. La sufficienza di Ranieri che regala palla a Ekkelenkamp, l'incoscienza di Moreno che tenta il tunnel in area su Anguissa, l'annebbiamento di Comuzzo che dà palla al compassato Adli con Gineitis dietro che arriva indemoniato.
Tentativo di diagnosi
—L'opinione di chi scrive è che questi svarioni siano "individuali collettivi": un altrettanto confuso Palladino ha cercato di spiegare come l'errore del singolo, specie in una squadra che difende o cerca di difendere bassa, è innescato spesso da un meccanismo collettivo inceppato. Le distanze sono sballate e per i difensori è più facile sbagliare. La legge di Murphy, del resto, dice che se qualcosa può andare male lo farà. Anzi, come sottolinea il personaggio di Cooper in Interstellar: semplicemente, se qualcosa può accadere, accadrà. Gli errori si evitano solo portando a ridosso dello zero la possibilità che vengano commessi: un qualcosa di assurdo, se si pensa alla complessità del calcio e a tutte le variabili che entrano in gioco nell'arco di 90 minuti. Però in questo sport vince chi sbaglia meno, e per sbagliare meno tutta la squadra deve lavorare per ridurre il margine d'errore dei difensori. Non è altro che la famosa corsa in più di cui parlava Ranieri dopo la sconfitta di Monza. Lui e Comuzzo non sono diventati brocchi all'improvviso: è la Fiorentina che ha smesso di funzionare. E questo porta i due, ma chiunque per loro come ha dimostrato il blackout di un fin lì ottimo Moreno col Napoli, ad avere una probabilità alta di mettere il piede in fallo. Aggiungiamoci poi che Comuzzo e Moreno peccano legittimamente di inesperienza e che Ranieri, ancora una volta opinione personale, ha dei limiti tecnici che non sempre colma con la grinta e l'attenzione, e il gioco è fatto.
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