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Crystal Palace-Fiorentina e non solo: quando le parole lasciano più dubbi del campo

Marta Bucalossi Redattrice 
Cosa c'è dietro alle parole contraddittorie di Vanoli e dei suoi giocatori

Alle volte leggere le dichiarazioni post-partita lascia più interdetti della partita stessa. È proprio il caso di Crystal Palace-Fiorentina che - al di là della prestazione della squadra viola e del risultato - ha destato qualche perplessità ascoltando le parole di chi la gara l’ha vissuta dall’interno. Da una parte l’analisi di Paolo Vanoli che in conferenza stampa ha dichiarato di essere contento dei suoi per l’approccio che hanno avuto alla partita. Dall’altra David De Gea, il quale ha riconosciuto da parte della squadra la pecca di aver regalato i primi 30 minuti agli avversari. Si tratta di due dichiarazioni che cozzano l’una con l’altra, magari possiamo considerare il fatto che De Gea non è madrelingua, ma vi assicuriamo di aver riascoltato più volte l'intervista: i vocaboli scelti dal portiere spagnolo sono chiari e distinguibili, può aver sbagliato a sceglierli ma sono quelli che alla fine ha emesso. Il punto è che in questa dissonanza non c’è nulla di nuovo. Nel corso della stagione, infatti, sotto la guida dell’ex Torino, è già accaduto di prestare l'orecchio a dichiarazioni completamente opposte tra allenatore e giocatori.

I precedenti

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La prima incongruenza è emersa in seguito alla partita contro il Sassuolo, un disastro su più fronti che ha sancito uno dei punti più bassi della stagione viola. Ma a destare stupore sono state le versioni date da Vanoli e Gudmundsson in merito all’episodio del calcio di rigore. Il tecnico viola - secondo il quale l’islandese non abbia voluto prendersi la responsabilità di calciare dagli 11 metri - è stato smentito pubblicamente dallo stesso numero 10: “Non ho mai e non rifiuterò mai di calciare un rigore”.

La storia si è poi ripetuta al termina della gara con il Milan, ma stavolta il protagonista della vicenda è stato Robin Gosens. Dopo l’ennesimo gol subito nei minuti finale Vanoli aveva parlato di punto guadagnato, mentre per il tedesco si trattava di due punti persi. Com’è possibile che ci siano così tante contraddizioni?

Visioni diverse

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Lasciando da parte il caso del rigore, gli altri due episodi si possono ricondurre ad una visione diversa della situazione in casa Fiorentina. Che la formazione gigliata abbia un valore diverso rispetto a quanto mostrato sul campo è lampante e gli stessi giocatori sembrano essere consapevoli di ciò. Per questo Gosens ha parlato di punti perso contro squadre come Milan e Lazio che sulla carta sono superiori. Stesso discorso per De Gea che, cosciente del potenziale della propria squadra, sa che si può fare di più rispetto a quanto visto con le Eagles. Ma Vanoli è stato chiamato per un obiettivo ben preciso: la salvezza. E quando ti ritrovi a lottare per non retrocedere anche un punto con le big è oro colato. Con questa logica possono essere spiegate le parole di Vanoli che ha visto miglioramenti rispetto alla gara con il Verona e un'atteggiamento positivo. Senza contare che fino a qualche mese fa la Conference non rientrava nei piani, anzi: in molti la vedevano più come un peso.