Chi è Tolu Arokodare, il centravanti nigeriano, con caratteristiche fisiche da giocatore di Nba, che piace a Paratici
La Fiorentina sembra non volersi fermare sul mercato. Per adesso Fabio Paratici sembra aver risalito il campo, a suon di rinforzi. Prima i due centrali, poi il centrocampista, chiudendo (per adesso), con Jimenez (e Valdepenas, ad un passo) sulle fasce. L'unico reparto intonso è l'attacco, ma dall'Inghilterra rimbalzano voci su un interessamento concreto per Tolu Arokodare. Ma chi è l'attaccante nigeriano?
Il gigante
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In Italia spesso si appiccica l'etichetta di gigante a qualsiasi attaccante che si aggiri sul metro e 90. Ma mai come in questo caso la definizione è calzante, viste le dimensioni da ala Nba più che da calciatore. Arokodare sfiora i due metri (1.97), per quasi 100kg di peso. La sua carriera europea inizia in modo inaspettato, precisamente dalla Lituania. Una meta atipica per i calciatori africani, che negli ultimi anni crescono molto più in Danimarca o in Svezia, nazioni che osservano molto i vari campionati in giro per l'Africa. I gol arrivano subito, ma il passaggio in Germania, a Colonia, è troppo precoce. Si va a fare le ossa all'Amiens (letteralmente, visto che comincia a mettere su dei kg per essere più preparato), in Ligue 2, dove ritrova la vena realizzativa. L'esplosione arriva al Genk, dove segna 28 gol in due campionati. Il Genk ha spesso puntato su questo tipo di centravanti, molto fisico, come Onuachu.
Il flop inglese
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L'estate scorsa il Wolverhampton mette sul piatto 26 milioni per accaparrarselo. Un'operazione discutibile, visto che i Wolves avevano in rosa Strand Larsen, un'altra punta estremamente imponente. Non a caso Arokodare inizia come riserva del norvegese. La sua stagione è deludente, anche dopo l'addio a gennaio di Strand Larsen ceduto al Crystal Palace: sole 3 reti in Premier. Va detto che a Molineaux non si è visto un gran calcio, e tutta la rosa ha fatto fatica (la prima vittoria è arrivata a gennaio). Arokodare spesso è stato troppo isolato, e la Premier è molto più complessa per un centravanti simile, rispetto alla A. Centrali più veloci, contatti a ripetizione, tanti spazi aperti, e tanto campo da coprire. "In Belgio mi fischiavano falli. Qui, invece, continuano a giocare. Non lo sapevo. Mi piace. Nella prima partita, sembrava di essere in un incontro di wrestling."
Conosciamolo meglio
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Arokodare è una punta da area di rigore, abile nelle letture per arrivare al meglio sui cross laterali, e sui palloni sporchi in area. Nonostante la stazza ha comunque una buona mobilità, ed è migliorato nel gioco spalle alla porta. Un attaccante con il gol nel sangue, come ha raccontato lui stesso a Sky Uk: "Stavamo guardando una partita della Nigeria in televisione. Tutti hanno urlato "Gol!". Ho urlato anch'io la stessa cosa. È stata la prima cosa che ho detto". In compenso l'adattamento inglese è andato benissimo dal punto di vista dell'esutanza, dato che Arokodare fa finte di bersi un tè dopo le sue reti. Sarà lui il prossimo colpo di Paratici?