
Dopo l’avventura viola, veste la maglia dell’Empoli per pochi mesi, poi torna al Torino dove chiude la carriera nel 1998. In quattordici anni da professionista mette insieme circa 410 presenze e 23 reti tra Serie A e B. Il bilancio finale comprende una Mitropa Cup, una Serie B, una Supercoppa italiana. Nonostante i tanti gol e l’esuberanza sulla fascia, l’azzurro gli resterà però proibito, con Pusceddu che appesi gli scarpini al chiodo comincerà invece quasi subito a frequentare i corsi di Coverciano per iniziare la carriera in panchina. È vice di Edy Reja al Cagliari nel 2003/04, poi allena il Tavolara in Serie D e nel 2012 ottiene guida della Primavera del Cagliari. Da gennaio 2020 è inoltre il commissario tecnico della nazionale sarda, nata sotto l’egida della FINS (Federatzione Isport Natzionale Sardu). Alla presentazione dichiara di voler proporre un gioco offensivo: “voglio attaccare e mi piacerebbe giocare con un 4‑3‑3, poi però bisogna adeguarsi ai giocatori convocabili”. La sua missione è valorizzare i talenti dell’isola: “da sardo sono orgoglioso di questo progetto; voglio, attraverso la Natzionale, far riemergere molti ragazzi sardi”. L’uomo dietro il calciatore resta quindi molto legato alla sua terra. In un’intervista del 2023 a La Gazzetta Sarda afferma: “Alleno gratuitamente la nazionale sarda, aiuto gli amici nella raccolta delle olive. Dopo tanto girare lontano dalla mia terra mi godo la Sardegna, il mio paese natale e la mia famiglia“. Oggi quindi, dalla panchina della Natzionale sarda, la locomotiva di Buggerru continua a correre: non più sulla fascia sinistra, ma sui binari della sua isola, alla ricerca di nuovi talenti da rilanciare e forte delle sue numerose esperienze in giro per l’Italia. Tutto ciò, cercando sempre di trasmettere valori, basi tecniche e “trucchi del mestiere” appresi nella sua carriera da molti tecnici e campioni. Chiedere a Figo ed a quel primo tempo al Camp Nou per credere…

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