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Che fine ha fatto? Pusceddu, da Buggerru al Camp Nou contro Figo. Oggi la… Natzionale

Niccolò Ghinassi
Niccolò Ghinassi Redattore 

Vittorio Pusceddu nasce il 12 febbraio 1964 a Buggerru, un paese minerario della costa sud‑occidentale della Sardegna. Cresciuto calcisticamente nel vivaio del Cagliari, debutta in Serie B nella stagione 1984/85: nella Coppa Italia gioca titolare a Taranto il 9 settembre, mentre il 30 settembre esordisce in campionato al Castellani contro l’Empoli. Il giovane terzino sinistro si mette presto in mostra grazie alla velocità, alla forza fisica e a un sinistro potente sia dalla distanza sia sui calci piazzati. Per questa capacità di spingere sulle corsie esterne viene soprannominato “la locomotiva di Buggerru”. La sua corsa lungo la fascia sinistra lo porterà a indossare alla fine nove maglie diverse fra Serie A e B. Dopo il campionato della salvezza con i rossoblù nel 1984/85, il Cagliari, in difficoltà economiche, lo cede al Torino di Radice nell’estate del 1985. In granata segna due gol, uno dei quali all’Inter con un sinistro dai 25 metri che sorprende Zenga. Seguono Ascoli, Udinese e Genoa; con l’Ascoli vince la Mitropa Cup 1986‑87, con il Genoa il campionato di Serie B 1988‑89. A Verona, poi, sotto la guida di Osvaldo Bagnoli e successivamente di Eugenio Fascetti vive le sue stagioni più formative, con 65 presenze e 7 reti complessive. In seguito, nel 1991 Ranieri lo vuole al Napoli: l’annata è complicata, ma gli azzurri chiudono quarti e si qualificano per la Coppa UEFA, mentre Pusceddu colleziona 25 presenze tra campionato e Coppa Italia, mettendo a referto anche una rete.

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