L’estate 2002 è il momento zero della Fiorentina. Il fallimento della gestione Cecchi Gori porta alla nascita della Florentia Viola, che riparte dalla Serie C2. La nuova proprietà dei fratelli Della Valle affida la squadra a Pietro Vierchowod, poi ad Alberto Cavasin, e costruisce un mix tra veterani (Di Livio su tutti) e giovani speranze. In attacco arrivano due ragazzi di belle speranze: Felice Evacuo, prestato dalla Lazio, e Fabio Quagliarella (non ci vogliono presentazioni in questo caso). L’ambiente è carico: al Franchi si sottoscrivono migliaia di abbonamenti, ed Evacuo si ritrova così protagonista di un progetto di rinascita. Nella terza giornata contro il Castel di Sangro la Florentia Viola travolge gli abruzzesi 5‑1 e il giovane bomber firma una doppietta. Avvio promettente sembrerebbe, ma in realtà rimarranno i suoi unici gol in maglia viola. Alla fine della stagione il suo bilancio sarà di 20 presenze e 2 reti, numeri da meteora (anche a causa della “concorrenza” in attacco di un certo Christian Riganò e dello stesso Quagliarella), certo, ma che contribuiscono comunque ad aiutare nel suo piccolo la squadra a vincere il girone ed a compiere il doppio salto che, tra tribunali e ripescaggi, la riporterà prima in C1 e poi in B. Per Evacuo, quei mesi a Firenze sono un passaggio fondamentale. Il passaggio dal settore giovanile a una grande piazza come quella del capoluogo toscano segna un cruciale percorso di crescita, piazza che lo forgia di fatto in vista delle successive, fortunate esperienze.
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