Nonostante la permanenza di appena un anno, Carlos Salcedo ha più volte raccontato di essere rimasto molto legato alla città e alla Fiorentina.
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Che fine ha fatto? Salcedo, “el Titan” che s’è perso tra festini e drammi familiari
In un’intervista concessa a La Nazione, il difensore messicano ha confessato che sarebbe rimasto volentieri in viola, sostenendo però che il mancato accordo sarebbe dipeso dalla scelta della dirigenza (Corvino in particolare) di non adeguare il suo ingaggio.
“Porto la Fiorentina nel cuore. Sarebbe un sogno poter tornare un giorno a Firenze.”
Tra i ricordi più intensi della sua esperienza a Firenze, Carlos Salcedo ha sempre indicato il rapporto umano con alcuni compagni di squadra, in particolare Davide Astori, figura centrale dello spogliatoio viola.
Il difensore messicano ha raccontato con grande emozione quanto il capitano sia stato importante per il suo ambientamento in Italia, soprattutto nei primi mesi segnati anche dalla barriera linguistica.
“È stato un uomo vero. Quando sono arrivato a Firenze non parlavo italiano e ho imparato grazie a lui. Mi è stato molto vicino, mi aiutava anche nelle cose quotidiane, come trovare casa. Quando ho saputo della sua morte non volevo crederci.”
Dalla Germania al ritorno in Messico: una carriera tra continenti e trofei
Dopo l’esperienza in Serie A, Carlos Salcedo prosegue il suo percorso in Europa approdando in Germania. Nel 2017 passa all’Eintracht Francoforte, inizialmente in prestito con diritto di riscatto, prima che il club tedesco decidesse di puntare su di lui a titolo definitivo, legandolo con un contratto pluriennale.
In Bundesliga trova una dimensione più stabile e riesce a crescere sotto il profilo tattico e fisico, inserendosi in un contesto più strutturato rispetto alle sue precedenti esperienze. Il punto più alto arriva con la vittoria della Coppa di Germania (DFB-Pokal) nella stagione 2017-18, un trofeo che rappresenta il primo grande titolo della sua carriera europea.

Successivamente il suo percorso lo riporta prima in America del Nord e poi in Messico, dove indossa le maglie di diverse realtà importanti fino ad arrivare al Monterrey, club in cui milita attualmente.
Nazionale messicana e una generazione mondiale
Con la nazionale del Messico, Salcedo entra stabilmente nel giro maggiore già dal 2015, dopo aver preso parte anche a competizioni giovanili e ai grandi tornei internazionali.
Debutta nella Copa América 2015 contro il Cile, subentrando nella ripresa, e successivamente viene convocato anche per le Olimpiadi di Rio 2016, confermandosi come uno dei profili difensivi più interessanti della sua generazione.
Poco prima del Mondiale in Russia del 2018, insieme ad altri compagni, si rese protagonista di quello che è stato descritto dai media messicani come un "super festino con 30 escort". Da questo evento, si creò un polverone mediatico proprio sui giocatori della nazionale.

Nel corso degli anni diventa parte del gruppo che conquista la Gold Cup 2019, contribuendo alla crescita di una nazionale ricca di talento e competitiva a livello continentale.
L’ombra del dramma personale e il caso che ha scosso il Messico
Negli ultimi anni la vita di Carlos Salcedo è stata segnata anche da una vicenda extra-campo drammatica. Nel giugno 2024 la sorella Paola, modella e presentatrice televisiva molto conosciuta in Messico, viene uccisa all’esterno di un circo in circostanze inizialmente ricondotte a un tentativo di rapina degenerato.
Il caso assume rapidamente contorni complessi anche per via delle accuse pubbliche mosse sui social dalla madre della vittima, che ha puntato il dito contro lo stesso Salcedo. Accuse che il calciatore non ha commentato nel merito, limitandosi a messaggi di vicinanza e silenzio mediatico, mentre le autorità continuano a lavorare sulla ricostruzione dei fatti.
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