Nell’estate 1998 la Fiorentina di Vittorio Cecchi Gori è alla ricerca dell’ultimo tassello per trasformare una squadra ambiziosa in pretendente al titolo. Il patron viola e Giovanni Trapattoni individuano così in Amor “l’uomo giusto” per completare un team composto da gente del calibro di Batistuta, Rui Costa, Edmundo, Toldo, ecc… Amor ha 32 anni, un curriculum da paura e qualità tecniche e tattiche in grado di renderlo una sorta di secondo allenatore in campo. Arriva a parametro zero con un biennale, portando in dote la sua versatilità e la sua esperienza. L’esordio ufficiale in maglia viola avviene il 9 settembre 1998 in Coppa Italia contro il Padova, mentre il debutto in Serie A il 12 settembre contro l’Empoli. Nonostante le aspettative, il centrocampista spagnolo fatica però ad adattarsi al ritmo del calcio italiano: in due stagioni totalizza 24 presenze in campionato, 3 in Coppa UEFA, 8 in Coppa Italia e 2 in Champions League. Il momento più emozionante della sua avventura viola? Sicuramente il 22 settembre 1999, quando nella sfida di Champions League tra Barcellona e Fiorentina al Camp Nou Amor subentra a Batistuta nel finale. Al suo ingresso, tutto lo stadio si alza in piedi per una standing ovation e ogni suo tocco è accompagnato dagli applausi scroscianti dei tifosi che non avevano dimenticato il loro “Niño”. Purtroppo, invece, per quanto riguarda la sua avventura in quell’ambiziosa Fiorentina, lo Scudetto è rimasto sempre un sogno, con i gigliati che si fermarono come noto davanti a infortuni e "fughe" improvvise.
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