Guillermo Martínez Amor nasce a Benidorm il 4 dicembre 1967 e a quattordici anni entra tra i primi ragazzi de La Masia, lo storico vivaio del Barcellona. Lì fa tutta la trafila, venendo presto soprannominato “Il Niño” prima di passare al Barcellona B. Ma il vero punto di svolta lo vive il 23 settembre 1982. Quel giorno, infatti, in occasione dell’inaugurazione del Miniestadi (che ha ospitato le partite del Barça B, della squadra femminile e delle squadre giovanili del club fino alla stagione 2018/19), il giovane virgulto dei blaugrana, allora quattordicenne, sostituisce nel secondo tempo nientedimeno che Diego Armando Maradona nell’amichevole di inaugurazione dell’impianto. Un predestinato, insomma, un simbolo della prima generazione di quella Masia che sfornerà fior di talenti. Ed infatti in seguito, nella stagione 1988-1989, Amor viene preso sotto l’ala di Johan Cruijff, il quale intravede in lui il tassello perfetto per il suo progetto; l’Olandese Volante lo sistema nel cuore del centrocampo, facendolo diventare uno dei simboli del suo “Dream Team”. Con i catalani disputa in totale 421 partite ufficiali, segnando 68 gol. Il palmarès, poi, è impressionante: 5 Liga: (1991, 1992, 1993, 1994 e 1998), 1 Coppa dei Campioni (1992), 3 Coppe del Re (1990, 1997 e 1998), 2 Coppe delle Coppe (1989 e 1997), 2 Supercoppe Europee (1993 e 1998), 4 Supercoppe di Spagna (1991, 1992, 1994 e 1996). Anche con la nazionale spagnola, c'è da dire, Amor si toglie diverse soddisfazioni: 37 presenze con la maglia della Roja, con 4 gol raccolti. La conclusione della sua incredibile avventura in maglia blaugrana? Nel 1998, quando non rientra più nei piani del tecnico Louis van Gaal.
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Che fine ha fatto? Le 7 vite di Amor: da Maradona alle consulenze dopo l’incidente
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