Si fa fatica a sentire svariati riferimenti a quanto Firenze debba essere orgogliosa di questa gestione societaria e di quanto gli attuali dirigenti abbiano "costruito e guadagnato" la piena fiducia di tutti in questi anni, mentre la Fiorentina sta vivendo la peggior stagione della sua storia recente. Così come sentire rimarcare il concetto di "continuità" mentre la Fiorentina è terzultima e, ad oggi, sarebbe retrocessa. Con il settimo monte ingaggi del campionato.
Apprendista presidente
—C'è una distanza clamorosa tra i concetti espressi e la realtà, una sensazione che per la verità nel corso della stagione si era percepita più volte dal mondo Fiorentina. E non possiamo quindi stupirci più di tanto se ciò capita anche a chi il calcio italiano non lo conosce e di cui mai si è occupato fino ad ora, non essendo stato coinvolto dal padre in ruoli decisionali durante tutti questi anni. Ritrovarsi all'improvviso sul ponte di comando è eccitante, ma anche molto complicato. E se le prime parole hanno dato adito a perplessità, il giudizio andrà dato sui fatti. Ma c'è da iniziare subito. In bocca al lupo a Giuseppe. E alla Fiorentina.
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