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Tre strade davanti alla Fiorentina: rilanciare, sorprendere o accontentarsi

Tre strade davanti alla Fiorentina: rilanciare, sorprendere o accontentarsi - immagine 1
La Fiorentina è davanti a un trivio: Paratici dovrà fare un miracolo senza disporre di grandi risorse per costruire una rosa da Europa
Matteo Magrini

Dice il Presidente (al quale facciamo sinceri auguri per il compleanno appena festeggiato), che il suo obiettivo è “aiutare entrambe le famiglie Mediacom e ACF Fiorentina a continuare a crescere più forti, a procedere con scopo e a costruire un futuro ancora migliore”. Parole che accogliamo con piacere e favore ma che, ci permetta, attendiamo di verificare alla prova dei fatti. Perché è inutile girarci tanto attorno. Fino ad ora, la gestione di questa proprietà, non è stata esattamente esaltante. Sette anni nei quali i viola si son trovati a lottare per non retrocedere con una continuità mai vista in questi 100 anni di storia e nei quali, anche quando le cose (grazie agli allenatori) sembravano più o meno funzionare, non si sono mai poste le basi per un vero salto di qualità. Anzi. Proprio quando il percorso tecnico intrapresa si è rivelato azzeccato (con Italiano prima, e Palladino poi) si è sempre deciso di smontar tutto e ripartire da capo. 

Sarà un mercato difficilissimo

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E così oggi, con un centenario alle porte che rischia di esser festeggiato con il record negativo di punti (accadrà se i viola non vinceranno almeno una delle ultime due partite), non si arrabbierà Giuseppe Commisso se ci permettiamo di dare il giusto peso ai suoi buoni auspici. Ecco. Semmai, e siamo lieti che un appuntamento in tal senso sia già in programma, sarebbe importante scendere nei dettagli: progetti, obiettivi, idee, piani. Saranno Fabio Paratici e Alessandro Ferrari, a fine campionato, a prender la parola e da loro dovranno arrivare spiegazioni il più possibile chiare e precise. Certo. Le premesse non è che siano particolarmente incoraggianti. Perché i conti non tornano (pesa come un macigno il -60 della scorsa estate) e stando ai sussurri che arrivano dal Viola Park non c'è all'orizzonte chissà quale proposito di rilancio. Anzi. La sensazione è che la priorità sia ridurre i costi e, se possibile, ripianare i passivi. Il tutto, andando verso un mercato nel quale circa 30 milioni sono già impegnati (per Brescianini e Fabbian) e con una rosa che ha visto precipitare il proprio valore. Anche autofinanziarsi attraverso le cessioni insomma, non sarà impresa semplice.

Europa? Servirebbe un miracolo

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Il tutto, con una squadra che per tornare ad essere competitiva per l'Europa, andrebbe più o meno ribaltata. Manca (almeno) un difensore centrale di spessore, vediamo cosa accadrà con Kean (in caso di addio servirebbe un nuovo centravanti da doppia cifra), va ricostruita la batteria di esterni offensivi (o vogliamo far finta che nel calcio di oggi non siano quelli i giocatori che fanno la differenza?) e il centrocampo è pieno di giocatori di medio/basso livello e quasi tutti uguali a se stessi. Tolto Fagioli infatti (che andrà difeso con le unghie) non esiste un altro centrocampista con piedi buoni e cervello, e nessuna delle tante mezzali (Ndour, Mandragora, Brescianini, Fabbian, il Sohm di rientro...) ha passo, qualità e peso specifico degni di un reparto che possa giocarsela per il quinto o sesto posto. Per farla molto breve: vista la concorrenza, Paratici dovrebbe fare un miracolo (senza grandi mezzi a disposizione) per costruire una Fiorentina che possa andare oltre il settimo/ottavo posto.

Anno di transizione?

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Per questo, la scelta dell'allenatore è fondamentale. Perché la storia anche recente insegna che esiste un solo modo per andare oltre i limiti individuali: l'organizzazione. Serve insomma un tecnico che come aveva fatto Italiano, e dopo di lui in qualche modo Palladino, riesca col gioco a portare la squadra al di là delle proprie potenzialità. Un tecnico, visto che togliersi chissà quale soddisfazione rischia di esser difficile, che costruisca una Fiorentina bella, divertente, riconoscibile, moderna. Lo può fare Vanoli? Personalmente, non credo. Certo. Si può anche ribaltare il ragionamento. Della serie: se devo andare incontro ad una stagione di passaggio, senza puntare a chissà quale traguardo, allora posso andare avanti con lui. E chissà. Magari è proprio per questo che l'ipotesi di una conferma non è ancora totalmente tramontata...