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Paratici, ecco il grande colpo sull’esterno. Kean vicino all’addio, Grosso lo saluta

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Il procuratore di Moise Kean, Alessandro Lucci, sta lavorando per trovare una nuova sistemazione al suo assistito
Enzo Bucchioni Editorialista 

Sta arrivando il grande colpo sull’esterno, siamo vicini, questa è la sensazione che circola su Radiomercato e dintorni. Probabilmente Paratici sta aspettando risposte per operazioni già impostate, ha lavorato come sempre sottotraccia e potrebbe chiudere durante la trasferta in Inghilterra dei prossimi giorni. Magari proprio per un giocatore della Premier. Garnacho era un obiettivo, l’ha preso l’Aston Villa, ma il Chelsea non ha mai aperto al prestito senza obbligo di riscatto a determinate condizioni. Forse però era soltanto uno dei tanti nomi che continuano a circolare in questo divertente giro attorno alla Fiorentina. Ho perso il conto e potremmo metterci qui a rifare l’elenco di tutti quelli proposti negli ultimi giorni, da Kulusevski in giù. Esercizio divertente, l’ho scritto, ma inutile. Fino a poche ore fa non c’era una pista vera, certa, un nome più avanti degli altri. Paratici maschera benissimo. Non resta che aspettare con delle solide certezze: gli esterni offensivi sono fondamentali per il gioco di Grosso e quindi sicuramente arriveranno. E saranno di qualità, della stessa tipologia dei tanti giocatori già arrivati.

Kean addio: l'agente a lavoro per la cessione

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Ma il rallentamento delle operazioni in entrata potrebbe anche essere collegato alle difficoltà di fare uscire alcuni giocatori come Valentini o Moreno, tanto per dirne due con trattative aperte, oppure la necessità di aspettare soluzioni più pesanti per Gudmundsson o Kean, che potrebbero portare grandi risorse. Proprio Kean è sempre al centro dell’interesse del Como e non solo. E’ evidente come il suo procuratore Lucci stia lavorando per provare a trovare una soluzione lontana da Firenze ed è altrettanto evidente che la Fiorentina si aspetti una quarantina di milioni di euro. Lucci sa che se vuole trasferire Kean deve mettere in piedi un’operazione con questa valenza economica. Il Como ci pensa, sono in corso valutazioni. Il giocatore finora non ha preso posizione (il fratello sì...), ma se il suo procuratore si sta muovendo ovviamente c’è il suo assenso. Lo ha ammesso candidamente anche l’allenatore Grosso che auspicando (ovviamente) la permanenza di Kean, si sta già preparando a un addio e quindi al più classico degli “in bocca al lupo”. Più chiaro di così… Intanto nella partitella di ieri al netto della condizione fisica e tutto il resto, il giocatore non è sembrato molto concentrato, ha fallito almeno tre gol già fatti, da allenamento. Capiremo presto come finirà e su chi andrà la Fiorentina.

Oulai e Croci due belle realtà

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Su Pellegrino s’è buttata la Juve, Lucca e Dovbyk sono delle soluzioni. Ma anche Pinamonti che Grosso conosce molto bene. Anche Gud che pur s’è impegnato, è in uscita, ha caratteristiche lontane dall’idea di Grosso. Tiene palla, rallenta, fa più per se stesso che per la squadra. Se vogliamo parlare della partitella con il Gubbio tradendo una regola antica del giornalismo, ovvero "non commentare mai le amichevoli pre-campionato", s’è visto come la Fiorentina sia bloccata nella fase offensiva perché gli esterni non funzionano nella connessione con il terzino e il centrocampista che deve allargarsi. Gli esterni arriveranno, già detto. Di Oulai però voglio parlare. Bastano 15' per valutare un giocatore? Certo che no. Detto che lo conoscevamo, non posso però non sottolineare due cose. La prima è che abbiamo la risposta all’interrogativo di chi giocherà davanti alla difesa fra lui e Fagioli. Quel ruolo è dell’ivoriano, s’è subito piazzato lì, con Fagioli mezz’ala. La seconda cosa da sottolineare è come abbia preso subito in mano la squadra con personalità, facendo girare palla di prima e riaggredendo subito come impone il calcio di Grosso. Trenta milioni (o quasi) spesi bene, ma l’avevamo già capito che questo ragazzo potrà essere qualcosa di importante. Ora tocca a lui. Sempre in tema di sottolineature, è la prima volta che vedo Federico Croci. Spero di vederlo ancora anche se è appena un classe 2010. O forse proprio perché è un 2010.