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L’incubo Serie B è tornato, disastro Viola. Vanoli sbaglia tutto, ora è in discussione

L’incubo Serie B è tornato, disastro Viola. Vanoli sbaglia tutto, ora è in discussione - immagine 1
Il commento dopo la clamorosa sconfitta di Udine, occasione enorme buttata dalla Fiorentina
Enzo Bucchioni Editorialista 

Tre a zero e tutti a casa. L’incubo della serie B è più vivo che mai, è tornato quando meno te l’aspetti. D’improvviso riecco la Fiorentina molle, senza idee, senza gioco, senza cattiveria, senza niente, quella Fiorentina da retrocessione che sembrava morta e sepolta, dimenticata, è invece riapparsa nella sua versione peggiore.

Questa è una pesantissima ricaduta e come tutte le ricadute fanno ancora più preoccupare, tanto più che mancano appena undici giornate alla fine e il calendario è molto complicato. Un segnale d’allarme, per la verità, era arrivato giovedì scorso dalla sconfitta nel play off di Conference, ma abbiamo pensato semplicemente a una gara superficiale dopo il tre a zero dell’andata. Invece no.

La Fiorentina da Serie B è riapparsa proprio quando tutte le altre in lotta per non retrocedere avevano perso e la gara di Udine avrebbe potuto e dovuto diventare il passaporto per la salvezza. Questa squadra ha buttato via tutto quello che aveva fatto nell’ultimo mese dimostrando ancora una volta tutti i limiti e l’inadeguatezza dell’allenatore e di molti giocatori, la conferma che questa classifica non è arrivata per caso, ma è figlia di troppi errori ripetuti e di un gruppo fragile. Evidentemente correggerli è più complicato del previsto. ---> LEGGI IL CALENDARIO STAGIONALE AGGIORNATO DELLA FIORENTINA

L’imputato numero uno a questo punto è Paolo Vanoli, d’improvviso sembra aver perso lucidità. Il peso delle responsabilità e la tensione lo stanno schiacciando?

Non ho altra spiegazione. Se penso a certe sostituzioni fatte contro il Pisa, ma anche alla Conference di giovedì e ci metto sopra la gara di stasera, l’allarme è più che rosso perché l’allenatore ha perso concretezza e le sue scelte sono diventate incomprensibili.

A Udine ha riproposto quella difesa a tre che aveva messo in soffitta proprio nella gara d’andata contro i friulani. Il disastro è cominciato da qui e non posso pensare che alle assenze di Dodò e Solomon non si potesse ovviare in modo diverso. Le soluzioni potevano essere tante.

Con la difesa a tre, tutta fatta da giocatori che non sanno accompagnare l’azione, la Fiorentina è rimasta bassa, ha faticato ad arrivare nella metà campo avversaria, ha perso le distanze e le misure fra centrocampo e attacco dove è rimasta sempre in inferiorità numerica. Neanche un tiro in porta è il triste bilancio della serata.

E non capisco neppure la fretta nel riproporre Rugani che non giocava da tre mesi ed è apparso nettamente in condizioni fisiche non ottimali, lento e impacciato. Mandarlo in campo in queste condizioni è come volergli male. Nell’intervallo si poteva rimediare, s’erano visti i difetti, ma Vanoli non li ha capiti.

Per sostituire Pongracic ammonito, invece di inserire un Gosens con Parisi a destra, un Kouadio o un Fortini, ha messo lo spaesato Comuzzo che imposta meno di Pongracic rimanendo a tre. Un disastro.

La mancanza di lucidità è stata poi confermata dalla sostituzione di Kean a più di venti minuti dalla fine. Ha chiesto di uscire? Pare di sì, ma più che infortunato sembrava deluso, frustrato per i palloni che non gli sono arrivati, demotivato. Quasi annoiato. In quella situazione, se fossi stato l’allenatore viola, Kean anche da fermo avrebbe dovuto restare in campo a far coppia con Piccoli, era un obbligo per provare a pareggiare. Anzi, dico di più. Nell’intervallo, se Vanoli avesse letto bene la partita, avrebbe dovuto ripresentarsi con il 4-3-1-2 con davanti la coppia Kean-Piccoli. Mancano il coraggio e le idee, lo abbiamo detto.

Sembra svanito anche l’effetto Paratici che invece di andare in passerella a Sanremo avrebbe fatto bene a rimanere tutta la settimana al Viola Park per confrontarsi minuto per minuto con un allenatore che va supportato e con un gruppo fragile. Forse in società hanno pensato di essere salvi dopo le due vittorie consecutive? Ci sta, i toni trionfalistici sono tipici della casa.

Il fatto che prima della partita si sia ripresentato ai microfoni il Dg Ferrari lo conferma. Quando la Fiorentina perde sparisce, con un leggero sereno rieccolo a mettere il cappello sulle due vittorie e su una tabella calcisticamente folle. Ma non doveva smettere di parlare di calcio per lasciare posto a chi conosce la materia? (La Fiorentina fa sapere che l'intervista era stata richiesta dalla Lega per ricordare Astori; n.d.r.)

Siamo tornati al via, come nel Monopoli. E la salvezza che sembrava a portata di mano s’è allontanata paurosamente perchè la Cremonese contro il Milan ha fatto un’ottima gara, idem il Genoa contro l’Inter e pure il Lecce è vivo.

Ora c’è il Parma, con l’acqua alla gola vincere diventa obbligatorio e perciò più difficile. Poi ci sono i due ottavi di Conference in mezzo alla trasferta di Cremona forse decisiva.

Mi dicono che Vanoli non è in discussione. Cosa sta succedendo lo deve sapere la società, viste da fuori le ultime partite lasciano un senso di disagio tattico, la sensazione che il tecnico sia poco lucido, schiacciato dalle responsabilità è fortissima. Paratici è un uomo di calcio, le sfumature le deve cogliere lui, lo spogliatoio lo vive lui. Se è come sembra da fuori, non deve scandalizzare una decisione drastica, dopo stasera la salvezza torna ad essere complicatissima.