L'annuncio di Fabio Grosso non ha esattamente acceso l'entusiasmo dei tifosi. Tra chi avrebbe desiderato un allenatore di "nome" e chi avrebbe confermato Vanoli in panchina, intorno all'ex Sassuolo si respira un certo scetticismo. Personalmente ho scelto di essere agnostico, cioè voglio aspettare a giudicare. E' vero che la carriera di Grosso da allenatore non è entusiasmante, ma è reduce da esperienze positive con Frosinone e Sassuolo e la speranza è che abbia raggiunto la maturità. Potrei fare mille esempi di tecnici che hanno dovuto inciampare e sbattere il muso, prima di decollare, ne cito uno super emblematico: Maurizio Sarri. Il Napoli lo prese dopo l'ottimo lavoro di Empoli, ma in precedenza aveva collezionato 4 esoneri (e 1 retrocessione) in 6 stagioni.

IL METRONOMO
Fabio Grosso, lo scetticismo e lo strano “caso” dell’estate 2025
I mister, razza strana
—Più in generale mi sto rendendo sempre più conto di quanto siano spesso imprevedibili, o addirittura assurde, le parabole degli allenatori. C'è chi all'improvviso, dopo stagioni esaltanti, sembra disimparare (pensate al Montella post Firenze, o a Di Francesco), c'è chi viene considerato ormai bollito e poi torna al top (Ancelotti prima e ora Mourinho, vedremo con che risultati). Come è possibile? Evidentemente un allenatore funziona, solo se inserito in un contesto giusto, solo se si allineano i vari pianeti, vedi alla voce società, spogliatoio, piazza. L'allenatore conta, e non poco, ma per incidere non basta che sia bravo, serve che si sposi al meglio con tutte le altre componenti.
Il "caso" Pioli
—E allora ripensiamo ad un anno fa: la stragrande maggioranza di tifosi e appassionati erano felici dell'arrivo di Stefano Pioli. O quantomeno fiduciosi. Alla Fiorentina si rivedeva un tecnico scudettato, uno che al Milan aveva fatto cose eccezionali (scudetto, semifinale Champions, secondo posto) in un ambiente difficilissimo - dopo di lui è andato tutto a rotoli. Eppure a Firenze Pioli ha combinato un disastro epocale. Inspiegabile, impronosticabile per chiunque.
Aspettative disattese
—E se guardiamo a tutti gli allenatori che sono entrati in carica nell'estate 2025, beh quasi nessuno ha rispettato le attese. Su Chivu all'Inter c'erano mille incognite, e sappiamo come è finita. Idem per Cuesta al Parma e Pisacane al Cagliari, giovani e inesperti. L'arrivo di Gasperini a Roma è stato inizialmente contestato dagli ultras, viceversa intorno ad Allegri c'era massima fiducia. Un po' come Sarri alla Lazio e Nicola alla Cremonese. Quanti avranno storto il naso a Lecce per l'arrivo di Di Francesco, "mister retrocessione", e invece... Insomma i giudizi sugli allenatori molto spesso deragliano, più frequentemente che per i giocatori. E allora chissà che lo scetticismo intorno a Grosso non lasci spazio a qualche bella sorpresa.
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