Chissà se tra un anno, o giù di lì, ci ritroveremo su queste colonne a raccontarci di come dodici mesi prima, negli Usa, fosse nata una Fiorentina capace di sorprendere. Una cosa, è certa: da queste giornate americane (Fabio Paratici e Alessandro Ferrari non rientreranno a Firenze prima del fine settimana) dovrà uscire un'idea chiara, precisa, forte e definita di cosa dovrà essere questa società. Nel presente, e nel futuro. E se è vero (ed è vero) che il nuovo direttore sportivo ha ben stampato in testa il tanto che c'è da fare per costruire un club di alto livello non possiamo che augurarci che da questi confronti con la proprietà ne venga fuori con la più grande autonomia e più ampi poteri possibili. Perché (lui) sa come si fa.

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Negli USA nasce la nuova Fiorentina: Paratici ha bisogno di tempo e risorse
Non "azzoppate" Paratici
—Di certo per il momento ci sono le belle parole di Joseph alle quali, ci permetterà, abbiamo reagito con moderata soddisfazione e parecchia cautela. Della serie: tutto bene, ma aspettiamo la prova dei fatti. Troppe volte infatti la teoria non è stata tradotta in pratica anche se la differenza (la presenza dello stesso Paratici) rispetto al recente passato è evidente. E chissà. Magari il diesse avrà pure la forza di convincere la proprietà a compiere un ulteriore sforzo dopo quello, enorme ma purtroppo disastroso in termini di resa, della scorsa estate. Ecco. Se da parte della famiglia c'è della ritrosia nel rimettere mani al portafogli, in fondo, è comprensibile. E basta pensare alle valanghe di milioni buttati dalla finestra in questi anni per capire di cosa stiamo parlando. Eppure, se si è deciso di affidarsi ad un dirigente come l'ex Tottenham, avrebbe poco senso poi “azzopparlo” non dandogli quello che chiede.
Si ascoltano offerte
—E sia chiaro. Paratici sa bene in quale realtà si trovi e non chiederà budget folli. Anzi. E' lui il primo a sapere come sia importante tenere un certo equilibrio e non a caso si sta già muovendo in questo senso. Gudmundsson per esempio è sul mercato, così come sono in corso riflessioni sia su Kean che su De Gea. Giocatori con storie (e rendimenti) profondamente diversi ma che portano con sé ingaggi che in questo momento la Fiorentina fatica a sostenere. Ciò non significa che saranno sicuramente ceduti, ma che si prenderanno seriamente in considerazione eventuali proposte. L'obiettivo insomma, è coniugare il più possibile competitività e sostenibilità. Come? Puntando il più possibile sui giovani, e su calciatori ancora non pienamente affermati ma molto, molto affamati. Un esempio? Thorstvedt. Piace a Grosso, e piace al diesse. Per questo, potrebbe essere il primo colpo.
Fateci divertire
—Condivisione, programmazione, costruzione a medio/lungo termine. Fabio Paratici insomma, vuol fare tutto quello che non è stato mai fatto in questi anni. Mica semplice. Lui lo sa, e una volta tornato dagli Usa (assieme al dg Ferrari) parlerà in modo molto chiaro alla città: senza vendere fumo, e spiegando a tutti che per metter su un bel palazzo (con fondamenta solide) servono tempo e pazienza. La domanda è: Firenze è disposta ad aspettare? La mia risposta è “sì”. A patto di vedere una squadra che nel frattempo faccia divertire, che ridia orgoglio, e che trasmetta sul campo quell'identità a lungo smarrita.
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