Erano le sedici di ieri pomeriggio, secondo più secondo meno, quando è arrivata la fumata viola. L’ufficialità.

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Ecco come sarà la Fiorentina di Grosso. Nessuno incedibile, tanti giovani di qualità
Sono invece passati due mesi e mezzo, giorno più giorno meno, da quando Fabio Grosso e la Fiorentina si sono incontrati per promettersi il futuro e quei due o tre lettori che mi seguono su Violanews credo lo ricordino bene.
Paratici non sarà perfetto ma è uno con le idee chiare, per rifondare è andato subito su Grosso, su un uomo che stima e un allenatore che conosce bene da tanti anni. Poi c’è stato il tempo dell’attesa, delle riflessioni, degli approfondimenti e delle firme, ma era già tutto previsto, per dirla alla Cocciante.
In questi mesi mi sono già ampiamente espresso ma se volete lo rifaccio ancora, consapevole di raccogliere un’altra valanga di critiche e senza la pretesa di convincere nessuno.
In questo momento storico, dopo una stagione drammatica, con una rosa da rivoluzionare, la difficoltà di ripartire senza le coppe e quindi su basi nuove, ho già detto e ribadisco che Fabio Grosso corrisponde all’identikit dell’allenatore ideale.
E’ una fase di crescita della sua carriera, reduce da due stagioni brillantissime, il campionato di B vinto con una squadra che ha segnato 78 gol, record di sempre del campionato cadetto, e una Serie A dove il Sassuolo ha espresso ottimo calcio, grande organizzazione e messo in difficoltà chiunque.
La Fiorentina dovrà ripartire con una squadra più giovane, c’era bisogno di un allenatore capace di dare un gioco, un'identità e una personalità attraverso le quali far crescere i giocatori.
Il calcio di Grosso è aggressivo, dinamico, mette in campo idee, c’è coraggio e ambizione.
Poi, ovviamente, il campo darà il giudizio definitivo, ma la scelta è da condividere. Ultima considerazione, ma non banale, Paratici ha lanciato Grosso come allenatore ai tempi delle giovanili della Juve, l’ha avuto come giocatore, si conoscono, c’è stima. Non è poco quando si deve partire per una rifondazione che non sarà né semplice, né facile.
Un allenatore di prima fascia, anche volendo, a Firenze non sarebbe venuto. Senza le coppe, con una squadra che nell’immediato non potrà puntare a grandi traguardi, ma avrà bisogno di tempo per crescere, certi tecnici sono da escludere a priori.
Tra gli altri meglio uno che abbia la fame di emergere e l’ambizione di Grosso, di gente senza panchina magari con un’esperienza superiore, ma sicuramente meno motivata. Per Grosso la Fiorentina è un salto in avanti, ci metterà tutta la sua energia, il suo entusiasmo. E l’esperienza non gli manca, ha allenato soprattutto in serie B con due promozioni, ma anche in Svizzera e in Francia. Ha avuto i suoi esoneri, ma essendo uomo umile e intelligente, gli sono serviti a crescere basti vedere come giocava col Sassuolo, che maturazione ha fatto l’allenatore negli ultimi anni.
Ovviamente la società Fiorentina non dovrà farsi venire il minimo dubbio, Paratici è un uomo di calcio e sa benissimo che Grosso andrà protetto in quei momenti di difficoltà che vanno messi in conto. Gli andrà anche fatta una squadra con giocatori affamati come lui.
Che Fiorentina sarà
—E qui veniamo al progetto che sta nascendo. Verrà fuori una squadra giovane con qualche esperto come riferimento, giovani italiani, ma anche pescati dalla scouting, in generale giocatori molto bravi tecnicamente per giocare un calcio veloce, dinamico e aggressivo.
La Fiorentina dovrà tornare a far divertire e sentire orgogliosi i tifosi e proprio ai tifosi dico che un po’ di tempo ci vorrà e andrà dato.
Paratici è negli Stati Uniti, sta spiegando alla famiglia Commisso le sue idee e deve capire quanto budget avrà a disposizione, ma il mercato sarà ampio. Nessuno è incedibile, molti dei giocatori responsabili di questa annata disastrosa finiranno sul mercato per rinnovare e per abbattere il monte ingaggi, ma anche e soprattutto perchè, come detto, servirà gente affamata. Grosso dovrà formare un gruppo solido e motivato, con la cultura del lavoro e l’ambizione di dimostrare e crescere, faccio fatica a pensare che ne potranno fare ancora parte gente come Dodò, Gud, Gosens, ma anche De Gea ed altri.
Avete visto la Nazionale di Baldini?
Spero nasca un gruppo viola con quel carattere e non a caso in una squadra organizzata e ricca di identità, due viola come Ndour e Comuzzo sono stati fra i migliori.
L’unico dubbio resta Kean, ma Grosso l’ha avuto fin da bambino, sa benissimo il buono e il cattivo che convivono, sarà più facile prendere una decisione in un senso o in un altro. Ma anche qui faccio fatica a pensare che il nuovo corso possa contemplare un giocatore diverso dagli altri, con regole e comportamenti ad personam.
Dal punto di vista tattico Grosso ama il 4-3-3 con ripartenza dal basso, ma non ossessiva. Le catene esterne (basso-centrocampista-alto) fanno gioco, nel rombo di centrocampo in fase di attacco un centrocampista si affianca al centravanti e diventa 3-3-4. Nella fase difensiva prevedo molta densità in mezzo con l’avversario dirottato sulle fasce. Il grande equilibrio fra le due fasi è un'idea solida non derogabile.
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